Cerca

Test Miles 33

Scopri tutti gli eventi

EVENTI

Attualità

Riapre la sala delle Quattro Porte di Palazzo Ducale: completato il restauro

Dopo due anni di lavori, la sala torna visitabile al pubblico

Riapre la sala delle Quattro Porte di Palazzo Ducale: completato il restauro

Sala delle Quattro Porte di Palazzo Ducale

La Sala delle Quattro Porte di Palazzo Ducale a Venezia ha riaperto al pubblico, dopo un intervento di restauro durato oltre due anni, che ha coinvolto i suoi magnifici apparati decorativi. Grazie a un lavoro articolato e meticoloso, la sala, progettata da Andrea Palladio e Giovanni Antonio Rusconi nel 1576, è stata restituita alla città con il suo celebre soffitto affrescato da Jacopo Tintoretto e i quattro portali monumentali, che accolgono i visitatori con le sculture realizzate dai grandi maestri del tardo Rinascimento veneziano: Alessandro Vittoria, Girolamo Campagna, Francesco Caselli e Giulio dal Moro.

L’intervento, che ha restituito luce e bellezza a uno degli spazi più suggestivi di Palazzo Ducale, è stato reso possibile grazie a un significativo contributo di 662.000 euro dall’organizzazione statunitense Save Venice, un’associazione senza scopo di lucro, che ha permesso di completare i lavori con un investimento totale di 747.000 euro, supportato anche da ulteriori finanziamenti tramite il programma Art Bonus.

Un restauro complesso e tecnicamente avanzato

Il restauro ha riguardato principalmente il grande soffitto della sala, una volta voltata “alla romana”, e ha coinvolto sia gli aspetti strutturali, non visibili, che il suo ricco apparato decorativo, che comprende dipinti murali e stucchi. A essere oggetto di restauro sono stati anche i portali in pietra, le sculture, le finestre lapidee e le tele dipinte a monocromo, tutte opere che raccontano la maestria artistica e la raffinatezza della Venezia del Cinquecento.

Tra le scoperte più rilevanti emerse durante il restauro, un’analisi approfondita ha rivelato che i dipinti del soffitto, originariamente attribuiti a Tintoretto, non sono stati realizzati con la tradizionale tecnica dell’affresco, ma con olio su preparazione a base di gesso e colla, una tecnica simile a quella usata nella pittura su tela. Questa scoperta ha offerto una nuova comprensione delle modalità di lavoro dell'artista e delle sue scelte tecniche, evidenziando l'originalità del suo approccio.

Le fasi del restauro

Il lavoro ha incluso una dettagliata mappatura dello stato di conservazione dell’intero soffitto, con ispezioni visive e tattili, e una serie di analisi che hanno consentito di identificare strati aggiunti alla pellicola pittorica nel corso dei secoli. La fase di pulitura è stata particolarmente delicata: è stato necessario rimuovere una vernice novecentesca applicata in un precedente restauro e correggere alcune ridipinture risalenti agli interventi del secolo scorso.

Infine, è stata effettuata un’integrazione delle parti mancanti e delle abrasioni che, purtroppo, avevano segnato alcune zone delle tele, per restituire l'armonia visiva e il colore originale delle opere.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edizione