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L'appello del bacino Euganeo per la medicina termale: «Formazione cruciale per il futuro della cura termale»

Richiesta l'introduzione di un modulo formativo dedicato alla medicina termale nell'Università di Padova

L'appello del bacino Euganeo per la medicina termale: «Formazione cruciale per il futuro della cura termale»

Walter Poli, Presidente di Federalberghi Terme Abano Montegrotto

Un'iniziativa per valorizzare la medicina termale: è l'appello lanciato da Federalberghi Terme Abano Montegrotto e dal Centro Studi Termali Pietro d’Abano, che hanno inviato una proposta ufficiale ai vertici dell’Università di Padova. L’obiettivo? Introdurre un modulo formativo dedicato alla medicina termale nel corso di laurea in Medicina e Chirurgia.

Walter Poli, Presidente di Federalberghi Terme Abano Montegrotto, e Fabrizio Caldara, Direttore del Centro Studi Termali Pietro d’Abano, hanno sottolineato l'importanza di questa proposta, motivandola con la crescita scientifica e terapeutica che il settore termale potrebbe offrire. «Oggi nel Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia dell'Università di Padova non esiste nemmeno un insegnamento specifico sulla medicina termale», ha spiegato Poli, evidenziando come questa rappresenti una «grave lacuna» in un territorio che vanta il più grande bacino termale d’Europa.

Formazione e ricerca al centro della proposta
La fangoterapia, uno dei trattamenti più diffusi nel Bacino Euganeo, è ancora sottoutilizzata nella pratica clinica quotidiana. Secondo Caldara, una delle cause principali risiede proprio nella «limitata conoscenza delle indicazioni terapeutiche» durante il percorso formativo dei medici. L’introduzione di un insegnamento mirato potrebbe dunque ampliare le opportunità terapeutiche nel campo del termalismo, e aprire anche nuove strade per la ricerca scientifica. «Il termalismo euganeo è un caso unico per osservare in modo completo l'intero percorso terapeutico, dalla sperimentazione alla comprensione dei meccanismi biologici», ha aggiunto.

Il Centro Studi Termali Pietro d’Abano collabora da anni con diversi dipartimenti dell’Università di Padova, come Biologia e Neuroscienze, e sta portando avanti progetti di monitoraggio legati alla filiera produttiva del fango termale. Le richieste avanzate all'ateneo comprendono anche la promozione di studi clinici su reumatologia, infiammazione articolare e patologie delle vie respiratorie, nonché la creazione di dottorati di ricerca nelle strutture termali.

Un primo passo avanti: il master in riabilitazione termale
Il nuovo master di secondo livello in "Riabilitazione in ambiente termale e medicina del benessere e dello stile di vita", attivato dal Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Padova, rappresenta un passo importante verso la divulgazione della cultura termale. Le prime lezioni sono iniziate lo scorso dicembre e l’iniziativa si inserisce nel quadro di un progetto nazionale di supporto al termalismo, patrocinato dalle associazioni di settore e dalla Conferenza Stato-Regioni.

Un futuro di sinergia tra università e termalismo
Poli ha concluso con un invito all’Università di Padova: «Confidiamo che la nostra proposta venga presa in considerazione, per avviare una collaborazione fruttuosa che rafforzi la sinergia tra il mondo accademico e quello del termalismo». Un incontro con la rettrice Daniela Mapelli è stato richiesto per avviare un confronto costruttivo, con l'auspicio che la medicina termale possa diventare un importante punto di riferimento nel percorso formativo dei medici.

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