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Bitonci incontra la Cgil: «Fare sistema per difendere lavoro e industria veneta»

Fondi europei, crisi d’impresa e transizione produttiva al centro del confronto in Regione

Bitonci incontra la Cgil: «Fare sistema per difendere lavoro e industria veneta»

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Un confronto ampio e articolato sulle prospettive dell’economia veneta, tra tutela dell’occupazione, utilizzo dei fondi europei e futuro del sistema industriale regionale. È questo il tema dell’incontro che si è svolto oggi tra l’assessore regionale allo Sviluppo economico Massimo Bitonci e i vertici della Cgil Veneto, rappresentati dalla segretaria generale Tiziana Basso e da Silvana Fanelli, componente della segreteria regionale.

Al centro del dialogo le principali criticità che attraversano il tessuto produttivo del Veneto, in un contesto economico in rapida trasformazione. In particolare si è discusso dell’impiego strategico delle risorse europee, della tenuta occupazionale e della necessità di rafforzare la flessibilità e la capacità di adattamento delle piccole e medie imprese, chiamate a confrontarsi con mercati sempre più competitivi.

Ampio spazio è stato dedicato anche al coordinamento delle crisi d’impresa e ai processi di riconversione produttiva, considerati strumenti fondamentali per contrastare il rischio di desertificazione manifatturiera. L’obiettivo condiviso è quello di salvaguardare competenze, posti di lavoro e valore industriale nei territori, accompagnando le trasformazioni senza disperdere il patrimonio produttivo regionale.

Nel corso dell’incontro sono stati analizzati inoltre i comparti ritenuti strategici per il futuro del Veneto: dall’automotive al settore moda, dalla logistica ai percorsi di innovazione e transizione tecnologica, fino al tema dei microchip, indicato come cruciale per la competitività delle filiere produttive.

«Il confronto – ha sottolineato l’assessore Bitonci – ha confermato l’importanza di mantenere relazioni continue e strutturate con le organizzazioni sindacali. I temi sono complessi, ma condividiamo la necessità di fare sistema, anche ripensando il meccanismo degli incentivi per renderlo più efficace rispetto agli obiettivi di sviluppo. Centrale resta l’attenzione ai giovani e al ruolo strategico della formazione».

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