Scopri tutti gli eventi
SOS autotrasporti
07.02.2026 - 12:52
Foto di repertorio
Un 2026 particolarmente gravoso per il settore dell'autotrasporto in Italia. Con l'aumento dei costi fissi, come il +3,6% sul gasolio e l'incremento dei pedaggi autostradali, il comparto rischia di veder aumentare ulteriormente le difficoltà finanziarie, in particolare per le piccole imprese. Secondo l'Ufficio studi della CGIA, un autotrasportatore medio vedrà un aumento di circa 2.000 euro annui solo per l'acquisto del carburante. Se il prezzo del diesel rimanesse invariato durante l'anno, il colpo al bilancio potrebbe essere decisamente pesante.
Questa condizione di forte incertezza è accentuata dalla cronica difficoltà di incassare i pagamenti da parte dei committenti. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è intervenuto lo scorso ottobre con una circolare, ricordando che i ritardi nei pagamenti ai vettori sono illegali e sanzionabili con multe fino al 10% del fatturato annuale.
Una decrescita preoccupante in Veneto
Nel corso degli ultimi dieci anni, il Veneto ha perso 2.142 imprese di autotrasporto, passando da 8.808 nel 2015 a 6.666 nel 2025 (-24,3%), un dato che supera la media nazionale di -22,2%. Tra le province venete più colpite spiccano Belluno, Treviso e Rovigo, con cali percentuali di rispettivamente -34%, -30% e -28,9%. Sebbene le crisi economiche globali, come quella del debito sovrano e la pandemia da Covid, abbiano avuto un impatto, va anche considerato che molte piccole imprese si sono fuse o sono state acquisite, aumentando la dimensione media delle aziende e migliorando la produttività.
Un settore chiave per l'economia
L'autotrasporto è uno degli snodi cruciali dell'economia veneta e nazionale. Con una forte vocazione manifatturiera, la regione dipende dall'autotrasporto per il movimento delle merci, che rappresentano oltre l'80% del traffico nazionale. Le piccole e medie imprese, in particolare, fanno affidamento sul trasporto su strada per rifornire magazzini, fabbriche e punti vendita. Senza questo fondamentale settore, l'intera catena produttiva rischierebbe di fermarsi in pochi giorni.
Inoltre, il comparto svolge un ruolo determinante nel sostenere il Made in Italy, garantendo la spedizione puntuale di prodotti di alta qualità. Non solo il trasporto di merci e materie prime, ma anche la distribuzione di beni deperibili come alimenti freschi e farmaci dipende in gran parte dal trasporto su gomma.
Le difficoltà strutturali del settore
Le criticità non mancano. Le infrastrutture stradali, molte delle quali risalgono al secolo scorso, sono sovraccariche e mal manutenzionate, aumentando i costi e i rallentamenti per le imprese. In aggiunta, la concorrenza straniera e la forte pressione sui prezzi rendono difficile per le imprese locali stare al passo, specialmente in un periodo di marginalità ridotta e costi in aumento.
Il settore è anche alle prese con una carenza di manodopera qualificata. Gli autisti, in particolare, sono difficili da reclutare, e la professione è spesso poco attraente per i più giovani, a causa delle condizioni di lavoro e degli orari irregolari.
La sostenibilità e l’ambiente
In un contesto già di per sé difficile, la questione della sostenibilità ambientale sta diventando sempre più pressante. La transizione verso veicoli più ecologici e il rinnovo delle flotte richiedono ingenti investimenti, difficili da sostenere per le imprese senza adeguati incentivi pubblici.
La situazione provinciale in Veneto
Dal punto di vista territoriale, Verona rimane la provincia veneta con il maggior numero di imprese di autotrasporto, con 1.573 aziende, seguita da Padova (1.504) e Treviso (1.094). Tuttavia, rispetto al 2015, è Belluno ad aver registrato il calo più drastico, con una perdita del 34% delle imprese. Segue Treviso con una contrazione del 30% e Rovigo con il -28,9%. Un segnale preoccupante che fa emergere la necessità di intervenire per sostenere un settore fondamentale per l'economia del Veneto e del Paese.
Edizione
I più letti
GIVE EMOTIONS SRL | C.F. e P.IVA 04385760287 REA PD-385156 | Reg. Tribunale di Padova n. 2516