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I volontari: il cuore pulsante di Città della Speranza

Un incontro di gratitudine e condivisione per riconoscere l’impegno di chi sostiene la ricerca pediatrica e il sogno di un mondo libero dalle malattie infantili

I volontari: il cuore pulsante di Città della Speranza

Stamattina, presso l'Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza di Padova, si è svolto un evento speciale dedicato a circa 120 volontari che, con dedizione e passione, contribuiscono al sostegno della ricerca scientifica. Tra loro, una trentina di membri della Associazione Nazionale Carabinieri di Maserà, che durante le festività natalizie hanno dato il loro tempo e il loro impegno per la distribuzione dei prodotti solidali.

Il meeting, che si è tenuto nella Sala Meneghello dell'Istituto, ha visto l’accoglienza della Dottoressa Stefania Fochesato, Responsabile Relazioni Esterne e Raccolta Fondi per Città della Speranza. A seguire, i saluti dell'Amministratore Delegato dell’Istituto di Ricerca Pediatrica (IRP), Generale Stefano Lupi, che ha illustrato le principali attività e i traguardi raggiunti, e del Presidente della Fondazione Città della Speranza, Marino Finozzi, che ha rimarcato l’importanza del supporto di tutti i volontari.

Un momento clou dell'incontro è stato l'intervento della Professoressa Lara Mussolin, Principal Investigator del Gruppo Linfomi di IRP, che ha guidato i partecipanti alla scoperta dei laboratori di oncoematologia pediatrica. Durante la visita, i volontari hanno potuto conoscere da vicino i progetti di ricerca che ogni giorno offrono speranza ai bambini e alle famiglie che affrontano malattie gravi.

Il Presidente della Fondazione Città della Speranza, Marino Finozzi, ha voluto sottolineare l'importanza fondamentale dei volontari: «I nostri volontari sono la nostra ricchezza. Senza il loro aiuto, sarebbe impensabile raccogliere i fondi necessari a sostenere la ricerca. Il loro impegno è il motore che ci permette di avvicinarci al nostro sogno di un mondo libero dalle malattie pediatriche.»

Un sincero ringraziamento è stato rivolto anche ai ricercatori, che non solo si dedicano alla ricerca scientifica, ma partecipano attivamente all'educazione e alla sensibilizzazione sul tema, contribuendo a creare una rete di solidarietà che si estende ben oltre i confini dell'istituto.

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