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07.02.2026 - 15:21
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La Direttiva europea “Case Green”, così come è attualmente formulata, potrebbe avere gravi ripercussioni economiche e sociali per milioni di famiglie e proprietari di immobili, soprattutto in assenza di incentivi adeguati e di un quadro normativo chiaro. A sottolinearlo è stato l’assessore regionale Massimo Bitonci, che ha partecipato questa mattina a Mestre a un incontro con CNA sul tema della direttiva, che dovrà essere recepita dall’Italia entro maggio 2026.
La Direttiva impone obiettivi ambiziosi di efficientamento energetico per il patrimonio edilizio, fissando il traguardo della classe energetica E entro il 2030 e la classe D entro il 2033. Tuttavia, secondo Bitonci, gli interventi richiesti comportano costi considerevoli per le famiglie, che potrebbero arrivare a variare tra i 30.000 e i 60.000 euro per unità abitativa, a seconda dello stato dell'edificio e della sua ubicazione. “Senza incentivi stabili e a lungo termine, molte famiglie non riusciranno a sostenere questi costi. Il rischio è che i proprietari procrastinino qualsiasi intervento, paralizzando di fatto il mercato”, ha dichiarato l’assessore.
Un’altra preoccupazione riguarda le categorie più vulnerabili, come gli anziani con redditi bassi o pensioni minime, e le famiglie che vivono in condomìni costruiti tra gli anni Sessanta e Ottanta, che sono particolarmente esposte alle difficoltà di ristrutturazione e ai costi elevati degli interventi. “In questi casi, la riqualificazione energetica non è solo una questione tecnica, ma una vera e propria sfida sociale”, ha affermato Bitonci, sottolineando che la direttiva potrebbe accentuare le disuguaglianze sociali e creare nuove fragilità abitative.
Inoltre, l’assessore ha evidenziato anche i rischi legati al sistema bancario e al credito: “Le banche stanno già considerando i criteri ESG (ambientali, sociali e di governance) nelle valutazioni dei mutui, e gli immobili con scarse prestazioni energetiche potrebbero subire penalizzazioni, tanto nell’accesso al credito quanto nei tassi di interesse applicati”, ha spiegato Bitonci. Questo scenario potrebbe determinare una svalutazione del patrimonio immobiliare e limitare la capacità delle famiglie di accedere a finanziamenti.
“La transizione energetica del settore edilizio è fondamentale, ma non può essere imposta senza considerare l’impatto economico e sociale sugli individui e sui territori. Senza una strategia nazionale chiara e senza adeguati strumenti di supporto, la Direttiva Case Green rischia di trasformarsi da opportunità per l’ambiente a un fattore di pressione economica e sociale per le famiglie italiane”, ha concluso l’assessore.
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