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Tributi
08.02.2026 - 12:45
E' scattato dal 1° gennaio 2026 il nuovo bonus rifiuti, l’agevolazione che consente alle famiglie con redditi più bassi di ottenere uno sconto del 25% sulla Tari. Il beneficio sarà applicato in modo automatico a chi rientra nelle soglie Isee previste e ha già presentato la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) all’Inps.
In termini concreti, per un nucleo familiare di quattro persone il risparmio può arrivare fino a 70 euro all’anno, mentre per le famiglie numerose con almeno quattro figli a carico lo sconto può superare i 90 euro.
Chi ne ha diritto
Il bonus è destinato ai nuclei familiari con:
Isee inferiore a 9.530 euro per le famiglie “standard”;
Isee fino a 20.000 euro per le famiglie numerose con almeno quattro figli a carico.
Non è necessario presentare alcuna domanda: i beneficiari saranno individuati direttamente attraverso i dati trasmessi dall’Inps ai Comuni.
Come viene finanziato il bonus
La principale novità della Tari 2026 è proprio l’introduzione di questo sconto sociale. Un’agevolazione annunciata dal Governo, ma che non è stata accompagnata da risorse statali dedicate. A finanziare il bonus è infatti il contributo perequativo introdotto da Arera: una nuova componente, denominata UR3, pari a 6 euro annui, applicata a tutte le utenze – domestiche e non – a partire dal 2025.
Si tratta di un aumento generalizzato che è stato versato da tutti gli utenti nella rata di dicembre 2025, compresi quelli che, nel 2026, beneficeranno dello sconto sulla Tari.
Quanto si risparmia
In base alle tariffe attualmente in vigore, il risparmio varia in funzione della composizione del nucleo familiare e della superficie dell’abitazione:
Single con Isee fino a 9.530 euro, appartamento di 70 mq: da 129 a 97 euro (–32 euro);
Coppia in casa di 80 mq: da 210 a 157 euro (–53 euro);
Coppia con un figlio, 100 mq: da 252 a 189 euro (–63 euro);
Famiglia di quattro persone, 100 mq: da 276 a 206 euro (–70 euro);
Coppia con quattro figli, 100 mq: da 386 a 289,5 euro (–96,5 euro).
Quando arriva lo sconto
Il bonus, finanziato con il contributo versato a dicembre 2025, sarà applicato entro il 30 giugno 2026 nella bolletta in scadenza a luglio.
Per le utenze che non rientrano nei requisiti, le prime due rate dell’anno – con scadenza entro il 16 marzo e nel mese di luglio – saranno calcolate sulla media di quanto pagato nel 2025.
La rata di dicembre, invece, potrà includere eventuali conguagli legati a futuri aumenti decisi dall’amministrazione comunale.
Nel 2025 la Tari è aumentata del 5% per le utenze domestiche e di quasi il 6% per quelle non domestiche. Per il 2026, però, i Comuni avranno più tempo per decidere eventuali ritocchi tariffari.
La Legge di Bilancio 2026 ha infatti posticipato il termine per l’approvazione del Piano economico finanziario rifiuti, delle tariffe e del regolamento Tari: la scadenza passa dal 30 aprile al 31 luglio. Una modifica strutturale che varrà anche per gli anni successivi e che potrebbe incidere sugli importi finali della tassa.
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