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Trasporto merci in Veneto, il paradosso dei costi e della carenza di personale

Il lavoro pesa più del carburante, le piccole imprese soffrono, ma la domanda di occupazione resta alta

Trasporto merci in Veneto, il paradosso dei costi e della carenza di personale

Foto di repertorio

Il settore del trasporto merci in Veneto affronta una fase di forte pressione, tra burocrazia crescente, costi in aumento e carenza di personale qualificato. Per la prima volta nella storia recente del comparto, il costo del lavoro ha superato quello del carburante: il personale incide per il 35% sui bilanci delle aziende, mentre il gasolio pesa solo per il 30%.

È quanto emerge dall’analisi della Federazione Trasporti di Confartigianato Imprese Veneto, che segnala come il settore, tradizionalmente dominato da piccole e micro imprese, sia sempre più compresso tra costi operativi elevati e margini ridotti. “Il trasporto merci non manca di domanda di lavoro, ma soffre di disequilibri economici strutturali – spiega Michele Varotto, presidente della Federazione -. A incidere non sono solo i salari e il carburante, ma anche magazzini, officine, logistica, energia e manutenzione dei mezzi. Tutto questo spinge molte imprese a rinviare investimenti strategici”.

Il quadro è già segnato da una contrazione del numero di imprese: tra il 2020 e il 2025 in Veneto sono scomparse circa 1.000 realtà artigiane, mentre negli ultimi dieci anni il calo complessivo raggiunge le 2.000 unità. Nonostante ciò, la domanda di lavoro resta sostenuta: per il 2025 sono previste quasi 19.000 nuove assunzioni, ma il 63% delle posizioni è difficile da coprire per mancanza di candidati.

Contemporaneamente, la logistica artigiana cresce: oggi conta 250 imprese, +90 rispetto al 2020, con un incremento del fatturato del 56,3%. La spinta arriva dall’e-commerce e dalla riorganizzazione delle filiere, che richiedono servizi più flessibili e tempestivi.

“Il trasporto merci continua a rappresentare un pilastro dell’economia regionale – sottolinea Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Imprese Veneto -. Oltre l’80% delle merci viaggia su gomma e il settore garantisce la continuità delle filiere e dell’export. Ma la sostenibilità economica non è scontata: le imprese devono investire in sicurezza, innovazione e sostenibilità in un contesto normativo complesso, che rallenta le decisioni e riduce i margini”.

Nonostante la prevalenza di micro-imprese, con il 82% costituito da ditte individuali, i dati occupazionali evidenziano una crescita strutturale: negli ultimi dieci anni, le assunzioni superano costantemente le cessazioni. L’Ente Bilaterale dell’Artigianato Veneto registra inoltre un aumento del 42% dei dipendenti, a fronte di una crescita del 5% delle imprese, segno di un rafforzamento organizzativo.

Restano però criticità strutturali rilevanti. Molte infrastrutture viarie e logistiche, datate e sottodimensionate, rallentano il traffico e aumentano i costi operativi. La concorrenza, spesso internazionale, e l’aumento dei pedaggi e dei costi energetici contribuiscono a comprimere i margini, rendendo complicato per le imprese investire in mezzi moderni, digitalizzazione e innovazione.

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