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SOS morti sul lavoro
09.02.2026 - 14:19
Foto di repertorio
Diciassette morti sul lavoro in un anno. È il bilancio del 2025 in Trentino-Alto Adige, secondo i dati diffusi dall’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega Engineering, che monitora gli infortuni mortali avvenuti in Italia tra gennaio e dicembre. Un numero che colloca la regione in zona gialla, ovvero in una fascia di incidenza compresa tra il 75% della media nazionale e il valore medio stesso.
Nel quadro complessivo, l’Italia continua a pagare un tributo altissimo: 1.093 vittime in dodici mesi. Di queste, 798 hanno perso la vita in occasione di lavoro, mentre 295 sono decedute in itinere, durante il tragitto tra casa e lavoro. Un dato che conferma come la sicurezza resti una delle principali emergenze del sistema produttivo nazionale.
A livello territoriale, la Lombardia (112) è la regione con il numero più elevato di morti in occasione di lavoro, seguita da Campania (80), Veneto (76), Emilia-Romagna (65) e Piemonte (65), Sicilia (64), Lazio (60), Puglia (58) e Toscana (50). Con 17 decessi, il Trentino-Alto Adige si colloca allo stesso livello dell’Umbria.
L’analisi per incidenza restituisce una mappa a macchia di leopardo. In zona rossa, con un tasso superiore del 25% rispetto alla media nazionale, figurano Basilicata, Campania, Umbria, Puglia, Sicilia e Marche. In zona arancione Liguria, Calabria, Piemonte e Veneto. Oltre al Trentino-Alto Adige, rientrano nella fascia gialla Emilia-Romagna, Abruzzo, Sardegna, Toscana e Molise. In zona bianca, con incidenze più basse, Lazio, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia e Valle d’Aosta.
Dal punto di vista settoriale, il lavoro continua a uccidere soprattutto nei comparti tradizionalmente più esposti al rischio. Le Costruzioni (148) guidano la classifica, seguite dalle Attività manifatturiere (117), dai Trasporti e magazzinaggio (110) e dal Commercio (68).
A preoccupare è anche il profilo anagrafico delle vittime. L’incidenza più elevata si registra tra gli over 65, con 108,7 morti per milione di occupati, seguiti dalla fascia 55-64 anni. In termini assoluti, proprio quest’ultima concentra il numero maggiore di decessi in occasione di lavoro: 300 su 798.
Nel 2025 sono morte 98 donne, quasi equamente divise tra infortuni sul lavoro e in itinere. Particolarmente critico il dato relativo ai lavoratori stranieri: 251 vittime, con un indice di mortalità più che doppio rispetto a quello degli italiani (72,4 contro 28,8 morti per milione di occupati).
Nel frattempo, le denunce complessive di infortunio hanno raggiunto quota 597.710, in crescita del 1,4% rispetto al 2024.
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