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Qualità dell’aria in Veneto: miglioramenti, ma i limiti del 2030 restano lontani

Secondo Legambiente, le città venete hanno registrato progressi nel 2025, ma per rispettare i nuovi standard europei e le soglie OMS serviranno interventi strutturali e investimenti mirati

Qualità dell’aria in Veneto: miglioramenti, ma i limiti del 2030 restano lontani

foto di repertorio

Il Veneto registra segnali positivi nella qualità dell’aria, ma la strada verso un ambiente davvero pulito è ancora lunga. È quanto emerge dal report 2025 di LegambienteMal’Aria di città”, che analizza la situazione nelle principali città italiane.

Secondo l’associazione ambientalista, le città venete hanno registrato miglioramenti negli ultimi anni. Tuttavia, i livelli di inquinamento restano ancora troppo alti rispetto ai limiti che entreranno in vigore dal 2030 e agli standard consigliati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Nel 2025, solo tre città del Veneto – Verona, Rovigo e Venezia – hanno superato i limiti di legge per l’inquinamento atmosferico più di 35 giorni all’anno. Altre città, come Padova, Treviso e Vicenza, rispettano i limiti per la prima volta da oltre vent’anni. Belluno, grazie alla sua posizione geografica, conferma una buona qualità dell’aria.

Nonostante questi segnali positivi, Legambiente sottolinea che i progressi sono fragili. «Ridurre le risorse destinate al miglioramento della qualità dell’aria è una scelta miope – afferma Giorgio Zampetti, direttore generale dell’associazione -. Senza sostegno concreto, i risultati rischiano di vanificarsi».

Per ottenere aria più pulita, secondo Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto, è necessario intervenire in diversi ambiti: migliorare il trasporto pubblico, sviluppare piste ciclabili, incentivare tecnologie per il riscaldamento domestico meno inquinanti e controllare le emissioni agricole.

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