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Lavoro e futuro: la Provincia rilancia su giovani, donne e fragilità con un Documento di programmazione rinnovato

Tre target prioritari: stabilità per i giovani, rimozione ostacoli per le donne, nuovi percorsi per le fasce fragili

Lavoro e futuro: la Provincia rilancia su giovani, donne e fragilità con un Documento di programmazione rinnovato

Foto di repertorio

La Provincia ha appena presentato un Documento di programmazione che prova a leggere e rispondere alle contraddizioni del mercato del lavoro locale: da un lato tassi di disoccupazione contenuti, dall'altro una crescente difficoltà a reperire manodopera. In questa cornice, l'esecutivo guidato dalla Giunta traccia una strategia multilivello, concentrata su tre gruppi chiave — giovani, donne e persone in condizione di fragilità — con misure pensate per combinare stabilità occupazionale, conciliazione dei tempi di vita e lavoro e percorsi di inclusione più efficaci.


Il documento nasce in un momento in cui i numeri complessivi del mercato del lavoro possono sembrare positivi, ma la lettura approfondita rivela problemi strutturali: imprese che non trovano competenze richieste e segmenti di popolazione a rischio esclusione. Questa dicotomia impone politiche mirate piuttosto che interventi generalisti. L'assessore competente, Achille Spinelli, ha sottolineato la necessità di risposte articolate, calibrate sulle specificità dei tre target individuati.

Per i giovani l'obiettivo dichiarato è garantire maggiore stabilità lavorativa e percorsi di carriera certi, elementi fondamentali per contrastare la fuga di talenti. Le misure previste puntano a creare condizioni che rendano attrattivo il radicamento sul territorio, attraverso strumenti che favoriscano il passaggio da esperienze iniziali spesso precarie a contratti più stabili e a percorsi formativi integrati con il mondo produttivo.


La partecipazione femminile al mercato del lavoro viene affrontata con un approccio che riguarda sia i servizi sia le politiche di conciliazione. Tra gli interventi in programma: potenziamento dei servizi per l'infanzia, misure per conciliare i tempi di vita e lavoro e iniziative volte a contrastare la denatalità. L'idea è che rimuovere barriere pratiche (servizi di cura, flessibilità oraria) e culturali favorisca la piena partecipazione delle donne all'economia locale.

Una delle novità più rilevanti riguarda la revisione degli strumenti per le fasce più fragili, in particolare la rimodulazione del cosiddetto "Progettone", storica misura di inserimento lavorativo. Il Documento prevede il superamento della presa in carico a tempo indeterminato, introducendo contratti triennali rinnovabili accompagnati da formazione obbligatoria. Questa scelta punta a coniugare la tutela del lavoratore con l'esigenza di aggiornamento continuo delle competenze, rendendo l'inserimento più dinamico e orientato all'occupabilità reale.

La scelta di concentrare risorse e politiche su giovani, donne e persone fragili risponde a priorità chiare del mercato del lavoro contemporaneo. La sfida ora è trasformare il Documento di programmazione in pratiche che producano stabilità, inclusione e competenze rispondenti ai bisogni delle imprese e dei lavoratori.

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