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Tributo poetico

Trento celebra Nedda Falzolgher con una mostra di manoscritti, lettere e libri rari

Dal 24 febbraio al 20 marzo la Biblioteca Comunale apre le sue sale al pubblico per far rivivere la poetessa trentina nata 120 anni fa

La locandina della mostra

La locandina della mostra

Dal 24 febbraio al 20 marzo la sede centrale della Biblioteca Comunale di Trento, in via Roma, ospita una mostra dedicata a Nedda Falzolgher, una delle voci più intense della poesia trentina del Novecento. L’iniziativa celebra un doppio anniversario importante: i 120 anni dalla nascita della poetessa, il 26 febbraio 1906, e i 70 anni dalla sua morte, avvenuta il 2 marzo 1956.

I visitatori, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18.30, possono ammirare edizioni rare dei suoi libri, manoscritti e lettere autografe, conservati nella Sezione manoscritti della biblioteca, in particolare nei fondi Franco Bertoldi e Arcadio Borgogno. L’esposizione offre così l’opportunità di avvicinarsi da vicino ai documenti che raccontano il percorso creativo di Falzolgher.

Tra le pagine selezionate emergono i temi più profondi della sua poesia: la malattia e la solitudine, la rinuncia dolorosa, il senso dei propri limiti, ma anche la fede, l’amore per la natura, il desiderio di riscatto e la ricerca di emancipazione. Questi motivi si intrecciano in una tensione costante tra fragilità personale e apertura verso orizzonti più universali.

Oltre ai manoscritti, la mostra espone lettere, biglietti e cartoline scritte e ricevute da Nedda, offrendo uno spaccato della sua quotidianità e dei rapporti con pochi ma sinceri amici, che animavano conversazioni lungo le rive dell’Adige dedicate alla vita, alla poesia e alla letteratura.

Per tutta la durata dell’esposizione sarà possibile anche consultare e prendere in prestito alcuni volumi di e sulla poetessa, un’occasione per scoprire o riscoprire una figura fondamentale della cultura trentina. Come scrisse Renzo Francescotti nel saggio Il canto puro di Nil (1974), Nedda Falzolgher “superando il cerchio della propria condizione individuale, interpreta il senso universale della ricerca umana della verità e del pulsare ciclico della esistenza”, parole che oggi restituiscono la profondità e l’attualità della sua poesia.

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