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Attualità
24.02.2026 - 18:00
Foto di repertorio
Mentre torna d’attualità il dibattito sulle fusioni tra Comuni, la FP CGIL Treviso lancia un monito chiaro: nessuna “fuga in avanti” senza un piano serio per il personale e i servizi. Lo afferma Marta Casarin, segretaria generale del sindacato, sottolineando come gli enti locali siano già in affanno.
«In questi anni – spiega Casarin – i lavoratori e le lavoratrici hanno garantito servizi fondamentali nonostante carenze di organico, blocchi nel reclutamento, carichi di lavoro crescenti e invecchiamento del personale.» La preoccupazione principale è che le fusioni vengano usate come un espediente per compensare la mancanza di personale, aumentando il peso su chi resta: «Non è una riforma, è fare “le nozze con i fichi secchi”», aggiunge.
La FP CGIL Treviso chiede interventi concreti: modifiche delle norme sul reclutamento, piani straordinari di assunzione, strumenti stabili per rafforzare gli organici e risorse reali per accompagnare processi di fusione e riorganizzazione, insieme alla valorizzazione delle professionalità interne e alla tutela delle condizioni di lavoro.
Il sindacato segnala inoltre l’urgenza di una strategia regionale coerente e strutturale, e di una riflessione più ampia sugli enti di area vasta: «Serve chiarezza su ruoli, funzioni e responsabilità, non solo sull’elezione diretta dei presidenti».
Secondo la FP CGIL Treviso, le riforme istituzionali hanno senso solo se migliorano la vita dei cittadini. Senza personale, risorse adeguate e una visione complessiva dei servizi, ogni operazione rischia di rimanere una semplice operazione di facciata.
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