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25.02.2026 - 12:00
Foto di repertorio
La seduta del Consiglio regionale del Veneto di ieri, 24 febbraio, è stata segnata da un episodio che ha suscitato le forti rimostranze di Riccardo Szumski, capogruppo di Resistere Veneto. Il tema centrale del dibattito, la creazione di ambulatori per le persone che sostengono di aver subito danni da vaccino Covid-19, è stato rimosso all'ultimo momento dall'Ordine del giorno, lasciando in sospeso una questione che da tempo sta sollevando preoccupazioni tra i cittadini veneti.
Szumski racconta di aver ricevuto rassicurazioni dall'assessore alla Sanità, Gino Gerosa, che aveva promesso di aprire una discussione “leale” sul tema. Il capogruppo aveva, in tal senso, espresso pubblicamente apprezzamento per l'impegno dell'assessore, condividendo l’intenzione di presentare dati scientifici e ricerche che avrebbero potuto contribuire a una valutazione accurata dei danni. L’incontro, però, si è concluso in un nulla di fatto, quando, durante il dibattito, Gerosa si è allontanato e non è più tornato al suo posto, facendo così sfumare l’Ordine del giorno.
Inaspettatamente, anche il Presidente della Regione, Luca Zaia, ha lasciato la seduta per recarsi a Roma, lasciando la conduzione ai suoi vice. La mozione di Resistere Veneto, dunque, è stata rinviata sine die, alimentando il malcontento tra i rappresentanti della minoranza.
“Ci eravamo illusi”, afferma Szumski, “che finalmente si sarebbe affrontata una questione che riguarda molte persone e che sta crescendo ogni giorno. Ma a quanto pare, qualcuno ha deciso di fare un passo indietro, proprio quando il dialogo sembrava possibile”. La richiesta di Resistere Veneto per la creazione di ambulatori specializzati è diventata ora una palla al piede per la Giunta, e Szumski si rivolge direttamente al Presidente Stefani, chiedendo che faccia chiarezza sulla posizione della Regione riguardo ai danni da vaccino.
Szumski prosegue nel suo intervento, mettendo in dubbio la professionalità e la coerenza dell'assessore Gerosa, suggerendo che forse non sia stato libero di portare avanti la sua apertura al dialogo, come annunciato in precedenza. “Ora, la Giunta veneta deve rispondere. Non accettiamo questi ‘tramini’ politici e non siamo qui per fare da spettatori. Siamo eletti dal popolo per agire con fermezza su temi che riguardano la vita dei cittadini”, conclude il capogruppo di Resistere Veneto.
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