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Sanità
12.04.2026 - 12:29
Assessore Tonina
Rafforzare la prevenzione, avvicinare i servizi ai cittadini e costruire una rete sanitaria più integrata ed efficiente. Sono questi i cardini emersi dal congresso regionale ARCA “Affinità cardiologiche”, che si è svolto a Rovereto nell’Aula Magna del Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive dell’Università di Trento, riunendo i principali esperti del settore.
Ad aprire i lavori l’assessore provinciale alla salute Mario Tonina, che ha sottolineato il ruolo strategico della cardiologia ambulatoriale nel sistema sanitario: “Le malattie cardiovascolari restano tra le principali cause di morbidità e mortalità, ma una parte significativa degli eventi può essere prevenuta. Per questo è fondamentale investire su sani stili di vita e prevenzione, elementi chiave per la sostenibilità del sistema”.
Un approccio che punta a superare la frammentazione dei servizi e a costruire una sanità sempre più vicina alle persone. “Stiamo lavorando per rafforzare l’integrazione tra professionisti e territorio – ha spiegato Tonina – attraverso strumenti concreti come le Case della Comunità, le aggregazioni funzionali territoriali e una maggiore sinergia con il sistema universitario”.
Il cambiamento è reso ancora più urgente dalle trasformazioni demografiche. L’invecchiamento della popolazione e la crescita delle patologie croniche impongono infatti un nuovo modello di cura, in cui la prevenzione diventa un investimento strategico. In questo contesto, un ruolo centrale è affidato anche all’innovazione tecnologica: telemedicina, monitoraggio a distanza e utilizzo dei dati rappresentano strumenti fondamentali per garantire continuità assistenziale e risposte tempestive, soprattutto nelle aree più periferiche e montane.
Se l’ospedale resta il punto di riferimento per le emergenze, è sul territorio che si gioca la partita della qualità della vita. “L’obiettivo è costruire un sistema capace non solo di curare, ma anche di prevenire e accompagnare i cittadini nel tempo – ha concluso l’assessore – valorizzando il lavoro di squadra tra istituzioni, professionisti e comunità”.
Il congresso ha offerto anche un aggiornamento scientifico di alto livello, affrontando temi cruciali come obesità e diabete nel rischio cardiovascolare, le nuove terapie per lo scompenso cardiaco, le prospettive dei trapianti e le innovazioni in aritmologia clinica. Ampio spazio è stato dedicato inoltre all’importanza dell’attività fisica, della nutraceutica e ai nuovi approcci farmacologici, con un focus particolare sulla gestione integrata dei pazienti cronici.
Tra gli interventi, quelli del presidente regionale ARCA Mauro Larcher, che ha richiamato la necessità di fare rete, e del presidente dell’Ordine dei Medici di Trento Giovanni de Pretis, che ha evidenziato il valore formativo e scientifico dell’iniziativa. Un confronto che conferma come la sfida della cardiologia passi sempre più dalla capacità di integrare competenze, territori e innovazione.
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