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Sanità trevigiana

Ca’ Foncello verso i 50 anni del Centro trapianti di rene: oltre 1.800 interventi e nuove tecniche per salvare vite

Dal 1977 a oggi 1.813 trapianti all’ospedale di Ospedale Ca’ Foncello, con un balzo del +142% nel 2023 e l’introduzione della donazione a cuore fermo

Foto della conferenza stampa

Foto della conferenza stampa

Numeri in crescita, nuove tecniche e un traguardo storico sempre più vicino. Il Centro trapianti di rene dell’ospedale Ca’ Foncello si avvicina ai 50 anni di attività con un bilancio che parla di 1.813 trapianti eseguiti dal 1977 a oggi.

Nel 2023 il Centro trevigiano ha raggiunto l’11° posto in Italia per numero totale di interventi, con un aumento del 142% rispetto all’anno precedente. Un risultato che consolida il ruolo della struttura nel panorama nazionale e rafforza il peso della sanità veneta nel settore dei trapianti.

«Il successo del Centro – spiega il primario di Nefrologia, Maurizio Nordio – nasce dalla stretta collaborazione tra il nostro reparto e la Chirurgia dei Prelievi e dei Trapianti, in un modello organizzativo integrato con i servizi dell’Ulss 2». In pratica, medici dei reni e chirurghi lavorano fianco a fianco in ogni fase: dalla valutazione dei pazienti con malattia renale avanzata, alla preparazione agli esami, fino all’inserimento in lista e al controllo dopo l’intervento, con terapie mirate per evitare il rigetto e controlli costanti nel tempo.

Quando arriva la chiamata per un organo disponibile, a qualsiasi ora del giorno o della notte, nefrologo e chirurgo valutano insieme la compatibilità tra organo e ricevente e decidono in tempi rapidissimi come procedere. Un lavoro di squadra che coinvolge anche infermieri specializzati, presenti sia in reparto sia in ambulatorio, per garantire continuità nell’assistenza.

Fondato nel 1977, il Centro ha eseguito finora:

  • 1.813 trapianti di rene

  • 100 trapianti di doppio rene

  • 97 trapianti da donatore vivente

Nel triennio 2023-2025 la media è stata di 57 interventi l’anno. Nel 2025 i trapianti sono stati 59.

Dal 2023 Treviso ha introdotto anche l’utilizzo di organi da donatore a cuore fermo, una tecnica che consente di ampliare le possibilità di trapianto. Solo nel primo anno sono stati eseguiti 12 interventi con questa modalità, portando il Ca’ Foncello tra i primi dieci centri italiani per volume di trapianti renali e di doppio rene da questa tipologia di donazione. Si tratta di procedure complesse che richiedono un coordinamento stretto tra équipe e il coinvolgimento costante di Anestesia e Rianimazione.

Parallelamente è cresciuto l’uso di speciali macchinari che mantengono l’organo in condizioni ottimali prima dell’intervento e aiutano i medici a valutarne meglio la qualità, soprattutto nei casi più delicati.

In aumento anche i trapianti da donatore vivente: sei negli ultimi due anni, con altri già programmati per il 2026. Resta significativa inoltre l’attività di trapianto di doppio rene.

Il percorso si sviluppa in stretta collaborazione con i centri nefrologici dell’Ulss 2 e con diversi servizi ospedalieri, tra cui Urologia, Radiologia e Radiologia interventistica, in una rete che coinvolge l’ospedale di Treviso e l’area vasta.

«Questi risultati – commenta il direttore generale Francesco Benazzi – sono il frutto di un modello organizzativo unico, dove Nefrologia e Chirurgia operano come un’unica squadra. Non celebriamo solo dei numeri, ma la possibilità di offrire una nuova vita a centinaia di pazienti, grazie a tecniche all’avanguardia come la donazione a cuore fermo e l’incremento dei trapianti da donatore vivente. Il Ca’ Foncello si conferma un punto di riferimento per l’intera rete trapiantologica, con un impegno che non si ferma mai, 24 ore su 24».

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