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Tetti verdi e materiali riflettenti: la svolta green entra nel Regolamento edilizio

Trento studia nuove regole per costruzioni e ristrutturazioni. Favargiotti: «Non è un’utopia, ma una responsabilità»

Tetti verdi e materiali riflettenti: la svolta green entra nel Regolamento edilizio

Foto di repertorio

Una piccola rivoluzione silenziosa si prepara a cambiare il volto dell’edilizia trentina. Non un nuovo quartiere simbolo, ma un cambio di paradigma destinato a incidere su ogni futura costruzione e ristrutturazione. La transizione ecologica prova a entrare stabilmente nel Regolamento edilizio comunale, trasformando principi ambientali in criteri vincolanti.

Tetti verdi, superfici drenanti, materiali riflettenti, sistemi naturali di gestione delle acque meteoriche: soluzioni finora affidate alla sensibilità dei progettisti potrebbero diventare parte integrante delle regole. È questa la direzione del progetto sviluppato dall’Università di Trento insieme al Comune e agli ordini professionali, con l’obiettivo di armonizzare l’edilizia urbana agli strumenti di pianificazione già attivi.

A guidare il lavoro scientifico è la professoressa Sara Favargiotti, che ha spiegato come città quali Copenaghen e Rotterdam abbiano già superato l’ingegneria del controllo per adottare un modello di integrazione tra infrastrutture e natura, osservando che anche diverse realtà italiane si stanno muovendo in questa direzione. Ha inoltre sottolineato che Trento rappresenta una città pilota su molti temi, ma non ancora su questo fronte.

L’impianto proposto mira a integrare nella progettazione edilizia strumenti capaci di mitigare il surriscaldamento urbano e gestire in modo naturale le precipitazioni intense: serbatoi per il recupero dell’acqua piovana, sistemi di infiltrazione superficiale, giardini della pioggia e incremento delle superfici permeabili. L’obiettivo non è imporre soluzioni rigide, ma offrire criteri chiari di riferimento.

Tra gli indicatori tecnici emerge l’indice Rie (Riduzione dell’Impatto Edilizio), che misura la capacità di un lotto di drenare l’acqua, raffrescare l’ambiente e ospitare vegetazione. Un valore pari o superiore a 4 indica una buona performance ambientale; al di sotto, la sostenibilità risulta debole. Anche la piantumazione dovrà seguire criteri precisi, privilegiando specie e collocazioni capaci di massimizzare l’ombreggiamento e ridurre le isole di calore.

Il progetto suggerisce inoltre l’utilizzo di materiali a basso assorbimento solare, anche per le superfici verticali, e il ricorso a componenti riciclati. Gli stessi principi sono destinati a confluire nel nuovo regolamento delle fognature, orientato a soluzioni ispirate alla natura.

Nel dibattito politico l’assessora all’urbanistica Monica Baggia ha osservato che le simulazioni effettuate mostrano azioni concrete per avvicinarsi alla sostenibilità e ha evidenziato la necessità che questo approccio entri stabilmente nella cultura progettuale. L’assessore alla mobilità sostenibile Michele Brugnara ha parlato di un documento strategico capace di sostenere lo sviluppo della città una volta recepito nel regolamento comunale. L’assessore alla transizione ecologica Andreas Fernandez ha aggiunto che l’amministrazione sta immaginando un nuovo modo di progettare la città, più resiliente di fronte a scenari climatici sempre più critici.

Dalle opposizioni sono arrivate posizioni più caute. Il consigliere di Fratelli d'Italia Daniele Dematte ha sostenuto che tali interventi rischiano di incidere sui costi della microedilizia e che non sia sufficiente invocarne l’ingresso nella cultura progettuale senza valutarne l’impatto economico. Il consigliere della Lega Devid Moranduzzo ha messo in guardia dal pericolo di creare ulteriore burocrazia comunale, pur riconoscendo il valore di un maggiore verde urbano, e ha invitato a evitare che le nuove regole diventino un ostacolo al recupero degli edifici esistenti.

Favargiotti ha replicato che i costi degli interventi risultano inferiori a quelli generati dal surriscaldamento globale, sottolineando come il tema riguardi il benessere e la salute pubblica e rappresenti una responsabilità verso le nuove generazioni, più che un’utopia.

Dalla maggioranza, il consigliere di Si Trento Roberto Sani ha evidenziato che la crisi climatica produce effetti diretti sia sui bilanci delle amministrazioni sia sulla vita dei cittadini, osservando che il contesto globale è cambiato e che occorrono scelte coraggiose per aggiornare regole ormai superate.

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