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Trentino Trasporti, Presidente senza poteri di firma: il PD chiede chiarimenti

Manica e Maestri interrogano la Giunta: “Trasparenza su deleghe e indennità”

Trentino Trasporti, Presidente senza poteri di firma: il PD chiede chiarimenti

Foto di repertorio

La governance di Trentino Trasporti finisce sotto la lente del Partito Democratico del Trentino. Il capogruppo Alessio Manica e la consigliera Lucia Maestri hanno depositato un’interrogazione urgente alla Giunta provinciale per fare chiarezza sul ruolo e le responsabilità dell’attuale Presidente della società di trasporti pubblici.

La vicenda nasce dalle dichiarazioni del Presidente, il quale ha affermato di “non firmare mai niente” e di non possedere poteri di firma, precisando di non averli mai voluti. Una posizione che, secondo i consiglieri PD, solleva interrogativi sulla correttezza istituzionale di una figura apicale che rinuncia formalmente alle proprie deleghe.

Manica e Maestri chiedono alla Giunta di chiarire se tali poteri siano stati trasferiti ad altri dirigenti, quali atti siano stati coinvolti e se questo abbia comportato aumenti di indennità per i soggetti delegati. In particolare, il gruppo PD chiede anche trasparenza sul compenso del Presidente e sulla sua evoluzione dal 2018 ad oggi, considerando che il ruolo ricopre un livello apicale nell’azienda.

L’interrogazione sottolinea inoltre il recente aumento del numero di figure dirigenziali in Trentino Trasporti, passate da quattro a sette e previste fino a nove, nonostante persistano difficoltà nel reclutamento del personale operativo e l’utilizzo di esternalizzazioni. Secondo i firmatari, si tratta di un’interpretazione dei ruoli “preoccupante”, già osservata in altre società pubbliche come TSM, con la tendenza a nominare dirigenti che non esercitano pienamente le proprie deleghe.

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