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27.02.2026 - 10:25
Foto di repertorio
Un accordo che tiene insieme impresa, territorio e responsabilità sociale. È quello siglato tra la cooperativa Cooperativa Germoglio e Fidia Farmaceutici, con il supporto operativo di Veneto Lavoro. Un’intesa che, grazie allo strumento previsto dall’articolo 14 del decreto legislativo 276/2003, ha già prodotto un risultato concreto: l’assunzione a tempo determinato di quattro persone con disabilità.
Il meccanismo è semplice ma ancora poco utilizzato. Le aziende possono adempiere in parte agli obblighi previsti dalla legge 68/1999 sull’inserimento lavorativo delle persone con disabilità affidando una commessa a una cooperativa sociale di tipo B. La cooperativa assume direttamente i lavoratori e realizza il servizio per conto dell’impresa. In questo caso, Fidia ha affidato i servizi di catering aziendale al marchio Senape, ramo specializzato nella ristorazione collettiva di Germoglio.
Senape, cuore produttivo e sociale
Senape non è solo un brand, ma il motore economico della cooperativa. Dal centro cottura di Arzergrande, nel Padovano, partono ogni giorno tra i 2.500 e i 3.000 pasti destinati a scuole, aziende, enti pubblici e realtà del terzo settore delle province di Padova, Rovigo e Venezia, con picchi che nei mesi estivi arrivano a 3.500 piatti quotidiani.
Oggi il servizio garantisce 720 pasti al giorno alle aziende, 353 al settore sociosanitario, 1.841 alle scuole e 95 agli anziani. Una rete che coinvolge circa 40 imprese e 20 enti del terzo settore, e che genera il 60% del fatturato complessivo della cooperativa.
“Senape rappresenta la nostra sfida più autenticamente imprenditoriale – spiega la presidente Marta Martin – perché coniuga qualità, sostenibilità e inclusione. Questo accordo dimostra che l’impresa sociale può essere competitiva e innovativa, offrendo lavoro vero e dignitoso a persone con disabilità”.
L’articolo 14, leva ancora poco sfruttata
Secondo Tiziano Barone, direttore di Veneto Lavoro, l’articolo 14 è “uno strumento efficace soprattutto per chi incontra maggiori difficoltà a inserirsi nei cicli produttivi ordinari”. I vantaggi sono reciproci: l’azienda ottempera agli obblighi senza dover gestire direttamente selezione e formazione, la cooperativa rafforza la propria missione e la persona viene inserita in un contesto costruito insieme ai servizi pubblici del collocamento mirato.
Un dispositivo normativo che, se applicato in modo sistematico, può incidere non solo sui numeri dell’occupazione ma anche sulla qualità dell’inclusione.
Fidia, radici locali e respiro globale
Fondata nel 1946, Fidia Farmaceutici è oggi una realtà internazionale leader nella ricerca e produzione di soluzioni a base di acido ialuronico. Con sede ad Abano Terme e oltre 1.700 dipendenti, il gruppo distribuisce in più di 120 Paesi e nel 2024 ha superato i 510 milioni di euro di fatturato, di cui circa la metà generata all’estero.
“In Fidia crediamo che l’inclusione non sia solo un adempimento normativo ma una responsabilità concreta verso le persone e i territori in cui operiamo”, sottolinea Gianluca Magnani, Global People & Culture Officer dell’azienda. “Se utilizzato consapevolmente, l’articolo 14 diventa uno strumento per generare lavoro dignitoso e rafforzare il ruolo di un’azienda globale radicata nel territorio”.
Quarant’anni di inclusione
La storia di Germoglio affonda le radici negli anni Ottanta, nella Saccisica. Tra Arzergrande, Legnaro e Piove di Sacco la cooperativa conta oggi 65 tra soci volontari e lavoratori, sei servizi attivi e una ventina di ragazzi accolti ogni anno in percorsi di alternanza scuola-lavoro. Accanto al centro diurno per adulti con disabilità e ai servizi educativi per minori, la ristorazione solidale è diventata negli anni il ponte più solido tra economia e responsabilità sociale.
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