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Curiosità
01.03.2026 - 19:23
Lago di Alleghe
Nel cuore delle Dolomiti Bellunesi, dove le vette si riflettono in acque color smeraldo, giace un segreto che il tempo non è riuscito a cancellare. Non è solo un paradiso per turisti: il Lago di Alleghe è nato da una tragedia apocalittica e, secondo molti, nasconde ancora tra i suoi fanghi le anime di chi non ha mai lasciato quelle case sommerse.
Tutto ebbe inizio all'alba dell'11 gennaio 1771. Un boato sordo squarciò il silenzio della valle: una porzione gigantesca del Monte Piz crollò, sbarrando il corso del fiume Cordevole. In pochi giorni, l'acqua salì inesorabile, inghiottendo per sempre tre villaggi: Riete, Marin e Fusine.
Le cronache dell'epoca descrivono scene strazianti: i contadini che fuggivano mentre le loro case sparivano sotto metri d'acqua gelida. Ancora oggi, nelle notti di luna piena e quando l'acqua è particolarmente limpida, i subacquei giurano di vedere le cime dei campanili e i tetti delle abitazioni, come se il tempo si fosse fermato a quel tragico mattino di tre secoli fa.
La leggenda più inquietante riguarda proprio le chiese sommerse. Molti abitanti del luogo, nel corso dei decenni, hanno riferito di udire rintocchi soffocati provenire dalle profondità del lago, specialmente durante le notti di tempesta. Com'è possibile, se le campane furono rimosse prima del disastro o distrutte dal fango? Per i locali non ci sono dubbi: è il lago che "chiama" chi ha ancora conti in sospeso con la vita.
Ma il vero brivido arriva negli anni '30 e '40, con una serie di omicidi che sembrano usciti dalla penna di Agatha Christie. Cinque morti misteriose, tutte collegate a un albergo del luogo, che per anni sono state archiviate come "suicidi" o "incidenti".
Il cameriere trovato morto in un vicolo.
La giovane sposa sgozzata nella sua camera.
I due coniugi proprietari dell'hotel uccisi barbaramente.
Ci vollero quasi vent'anni e l'ostinazione di un giornalista, Sergio Saviane, per scoprire che dietro la facciata tranquilla del villaggio si celava un patto di sangue tra insospettabili. Il lago, ancora una volta, faceva da testimone muto a segreti indicibili.
Il dettaglio da brivido: Si dice che il fango sul fondo del lago sia talmente denso da aver conservato non solo le mura delle case, ma anche oggetti della vita quotidiana, rendendo il fondale un museo subacqueo spettrale dove la luce del sole non arriva mai.
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