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Sport e cultura
28.02.2026 - 14:30
Foto della serata
Una sala raccolta, pubblico attento e tre volti simbolo dello sci italiano: così ieri sera Verona ha ospitato un nuovo capitolo di Spirito Olimpico, il progetto promosso dal Due Torri Hotel insieme a Masi Agricola e alla Destination Verona & Garda Foundation, con il patrocinio del Comune di Verona e la media partnership de L'Arena. Un format pensato per rafforzare il ruolo di Verona come cerniera naturale tra Alpi e pianura, tra i territori olimpici e la città.
Al centro della serata, la presenza di due protagonisti della neve: Kristian Ghedina e Ian Rocca. Con loro, a sorpresa, è intervenuta anche Paola Magoni, prima medaglia azzurra nello slalom speciale alle Olimpiadi di Sarajevo 1984.
Il pubblico ha seguito un dialogo serrato, moderato dal caporedattore Luca Mantovani. Ghedina ha riportato la platea sulle piste della Coppa del Mondo, ricordando la tensione che precede il cancelletto di partenza e ribadendo che la velocità non è un atto di incoscienza ma un esercizio di controllo. Rocca ha replicato con lo sguardo del freestyle contemporaneo, definendo lo slopestyle come un’espressione libera sorretta però da disciplina e lavoro meticoloso.
La conversazione è stata alternata a una cena a sei mani, costruita dagli chef Michele Talarico, Vitangelo Galluzzi e Salvatore Garofalo. Il menù, ispirato ai territori dei Giochi invernali appena conclusi e in vista delle imminenti Paralimpiadi, ha intrecciato tradizione alpina e ricerca contemporanea. I tre cuochi hanno spiegato di aver voluto raccontare la montagna con piatti identitari ma leggeri, capaci di rispecchiare l’energia della serata e degli ospiti.
A completare il programma, il vernissage della mostra Verona di stelle dell’artista Fulvio Morella, che propone un percorso fra arte visiva e narrazione tattile. Un momento di respiro culturale che ha ampliato il raggio della serata, accostando alla dimensione sportiva una riflessione sull’esperienza estetica e inclusiva.
Gli applausi finali, le foto con gli atleti e il firma copie del volume Ghedo. Non ho fretta ma vado veloce, pubblicato da Edizioni Minerva, hanno chiuso un incontro che ha intrecciato velocità e creatività, tecnica e racconto, gusto e cultura.
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