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PAT: verso il termovalorizzatore a Ischia Podetti

Presentata all’Egato la relazione tecnica: impianto da 100mila tonnellate per chiudere il ciclo dei rifiuti in Trentino e ridurre i costi di smaltimento

PAT: verso il termovalorizzatore a Ischia Podetti

Dall’“esportazione dell’emergenza” alla responsabilità territoriale. È questo il cambio di paradigma illustrato nella prima assemblea operativa dell’Egato, dove è approdata la relazione tecnica per la chiusura del ciclo dei rifiuti in Trentino. I numeri parlano chiaro: le discariche provinciali sono esaurite e il sistema attuale, fondato sull’invio del rifiuto indifferenziato fuori provincia, non è più sostenibile.

Attualmente il costo medio per esportare i rifiuti verso gli impianti di Brescia e Bergamo si aggira attorno ai 200 euro a tonnellata, con picchi che nel 2023 hanno toccato i 280 euro. La proposta della Provincia prevede la realizzazione di un impianto di termovalorizzazione da 100mila tonnellate annue, dimensionato esclusivamente sul fabbisogno trentino, senza importazioni da altri territori. A regime, la “tariffa di equilibrio” stimata sarebbe di 155 euro a tonnellata, con una riduzione di circa il 20% rispetto ai costi attuali.

Il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, ha parlato di una scelta che interpella direttamente l’Autonomia: “I territori sono consapevoli che il ciclo dei rifiuti vada chiuso in Trentino. Non possiamo continuare a conferire altrove, sperando che siano altri a gestirli. Autonomia significa assumersi anche l’onere delle decisioni più complesse. Non è solo una questione economica, ma etica”. Fugatti ha ricordato come negli ultimi anni la Provincia sia stata costretta a riaprire due discariche e ad affrontare criticità nei bandi per il trasporto fuori provincia: “Non possiamo più vivere nell’emergenza. Dobbiamo programmare e garantire stabilità”.

La localizzazione individuata è quella di Ischia Podetti, a Trento, ritenuta la più idonea rispetto alle alternative esaminate – l’area dei Lavini a Rovereto e quella presso il depuratore Trento 3. L’analisi tecnica si è basata su criteri escludenti, compreso lo studio del regime dei venti con il supporto dell’Università di Trento. Ischia Podetti è considerata baricentrica, di proprietà pubblica, adiacente allo stoccaggio esistente e prossima alle aree industriali, elemento che favorirebbe anche lo sviluppo del teleriscaldamento.

L’assessore provinciale all’ambiente Giulia Zanotelli ha definito costruttivo il confronto in assemblea, sottolineando come l’export esponga il territorio alla volatilità dei mercati. “La relazione è una base tecnica solida da cui partire. L’impianto sarà calibrato sui nostri rifiuti e i dati dimostrano che la presenza di un termovalorizzatore non incide negativamente sulla raccolta differenziata”. L’obiettivo indicato è l’entrata in esercizio entro il 2033, con un dialogo costante con enti locali e cittadini.

Sul piano gestionale, la scelta è per un modello “pubblico su pubblico”, escludendo il project financing privato. L’investimento stimato è di circa 200 milioni di euro, con autofinanziamento completo dell’opera e una crescita tariffaria media prevista inferiore all’1% annuo nei 26 anni considerati dal piano economico-finanziario.

Il presidente del Consiglio delle autonomie locali, Michele Cereghini, ha evidenziato come la prima assemblea operativa dell’Egato abbia visto la piena rappresentanza dei territori: “Abbiamo avviato un percorso serio e strutturato. Ora inizia il lavoro di approfondimento nel merito di una proposta che inciderà sulla tariffa finale del servizio. La relazione è solo il punto di partenza”.

Si apre così una fase decisiva per il Trentino, chiamato a trasformare una gestione emergenziale in una strategia di lungo periodo, nel segno della responsabilità e della programmazione.

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