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Acquacoltura alpina

Trento punta a rendere più innovativa e sostenibile l’acquacoltura di montagna per valorizzare specie locali

Un nuovo progetto coordinato da Astro mira a rafforzare la produzione ittica alpina senza mettere a rischio la biodiversità del Trentino

Foto di repertorio

Foto di repertorio

Rendere l’acquacoltura di montagna più moderna, efficiente e rispettosa dell’ambiente: è questo il cuore del progetto di filiera “Competitività e sostenibilità dell’acquacoltura di montagna”, coordinato da Astro con la collaborazione tecnico-scientifica della Fondazione Edmund Mach di Trento e dell’Università di Bologna.

Secondo Diego Coller, direttore di Astro, l’iniziativa nasce per sostenere un settore di nicchia ma strategico, che opera in contesti ecologici delicati e oggi deve affrontare sfide importanti, tra cui l’aumento dei costi, la necessità di ridurre l’impatto sull’ambiente e la pressione per introdurre innovazioni tecnologiche e maggiore efficienza produttiva.

Tra le attività più rilevanti c’è lo studio del carpione del Garda, pesce endemico del lago e a rischio di estinzione, ma di grande valore gastronomico. I ricercatori della Fondazione Mach stanno approfondendo biologia e genetica della specie e sviluppando protocolli di allevamento sicuri, accompagnati da sistemi di tracciabilità e controllo genetico. L’obiettivo è produrre carpione in modo controllato, rispondendo alla domanda di mercato senza mettere sotto pressione la popolazione selvatica e mantenendo chiara la separazione tra produzione e conservazione.

Con questo progetto, il Trentino rafforza la sua tradizione di eccellenza ittica alpina, puntando a conciliare sviluppo economico e tutela della biodiversità dei laghi e dei corsi d’acqua locali.

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