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Geopolitica
03.03.2026 - 13:25
Iran
La crescente tensione in Medio Oriente, in particolare l’attacco degli Stati Uniti e di Israele all’Iran, ha acceso un allarme non solo politico e umanitario, ma anche economico. Confindustria Trentino esprime preoccupazione per le ripercussioni sulle imprese locali attive nell’area, soprattutto negli Emirati Arabi Uniti.
Come riportato da Tgr Trento, secondo Barbara Fedrizzi, vicepresidente di Confindustria Trentino con delega all’internazionalizzazione, sono 23 le aziende trentine presenti nella regione, tra cui nomi come La Sportiva, Gpi, Ferrari e Tama Aernova. Queste realtà hanno sviluppato negli anni scambi commerciali significativi: “Il valore degli scambi al terzo trimestre 2025 supera i 25 milioni di euro, in aumento di un milione rispetto al 2024”, sottolinea Fedrizzi.
Tuttavia, l’escalation militare rischia di interrompere questa crescita e di creare problemi concreti alle imprese: aumento dei costi di trasporto e assicurazioni, congestione dei traffici e difficoltà operative legate al passaggio attraverso lo stretto di Hormuz, già parzialmente bloccato.
“Se la situazione dovesse protrarsi, le conseguenze economiche saranno significative – avverte Fedrizzi –. Serve che le armi tacciano e che si trovi rapidamente una soluzione diplomatica”. La dirigente aggiunge infine che, con l’incertezza legata alle decisioni dell’amministrazione Trump, la situazione rimane estremamente volatile: “Le cose cambiano di tre giorni in tre giorni”.
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