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Lotta al caporalato

La Regione rilancia Common Ground: oltre 3,5 milioni per aiutare le vittime di sfruttamento lavorativo in Veneto

Approvato dal Ministero del Lavoro il progetto interregionale contro il caporalato: coinvolte le Università di Verona, Padova e Venezia e Veneto Lavoro per rafforzare controlli, inserimento lavorativo e tutela sociale

I dati della CGIL sullo sfruttamento nei campi

I dati della CGIL sullo sfruttamento nei campi

Torna anche in Veneto il progetto “Common Ground”, l’iniziativa che punta a contrastare il caporalato e a sostenere le persone straniere vittime, o a rischio, di sfruttamento sul lavoro. La Regione ha preso atto dell’approvazione ufficiale del piano da parte del Ministero del Lavoro, dando così il via alla nuova fase operativa sul territorio.

Il progetto, dal valore complessivo di 15 milioni di euro finanziati dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2021-2027, vede il Veneto tra i partner insieme alle Regioni Piemonte (capofila), Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia e Liguria. Per il Veneto sono disponibili 3.523.862,98 euro.

L’obiettivo è offrire un sostegno concreto a chi è finito nelle maglie dello sfruttamento, aiutandolo a ricostruire una vita dignitosa. Si parla di integrazione sociale, assistenza sanitaria, soluzioni abitative e inserimento nel lavoro regolare. In altre parole, non solo uscire dall’illegalità, ma avere un’alternativa stabile e sicura.

“Gli obiettivi – spiega l’assessore regionale ai Servizi Sociali, Paola Roma – sono migliorare l’incontro tra chi cerca lavoro e chi offre occupazione, aumentare le competenze professionali e personali, rafforzare i controlli e potenziare il sistema di protezione, oltre a conoscere meglio il fenomeno nei diversi settori economici”.

L’intento dichiarato è costruire un sistema pubblico stabile di prevenzione e contrasto allo sfruttamento dei lavoratori stranieri, mettendo insieme presa in carico personalizzata, rafforzamento delle istituzioni e sensibilizzazione sul territorio.

Sul fronte operativo, saranno attivati accordi con l’Università di Verona, in rete con l’Università di Padova e l’Università Ca' Foscari Venezia, oltre che con Veneto Lavoro.

In particolare, con l’ateneo veronese sarà avviato un percorso di formazione e rafforzamento delle competenze rivolto ai soggetti coinvolti nella prevenzione e nel contrasto dello sfruttamento lavorativo. La collaborazione con Veneto Lavoro, invece, mira a potenziare i Centri per l’Impiego, così da favorire percorsi di inserimento regolare e l’accesso alle misure pubbliche per trovare lavoro.

È prevista infine la scelta di un partner del Terzo settore che si occuperà direttamente di far emergere le situazioni di sfruttamento, offrendo protezione e assistenza alle vittime: dall’accoglienza abitativa al supporto legale e sociale, fino all’accompagnamento verso un’occupazione in regola.

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