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Undici mosse per risollevare la sanità veneta: Stefani presenta a Palazzo Balbi i nuovi Direttori Generali delle Ulss

Una squadra solida formata da volti noti dell'amministrazione precedente e new entries di prestigio: ecco chi sono i nuovi DG e il piano per il nuovo corso della sanità locale

Alberto Stefani con Patrizia Simionato, nuova direttrice dello IOV

Alberto Stefani con Patrizia Simionato, nuova direttrice dello IOV

Giornata di investiture a Palazzo Balbi, nel cuore di Venezia, dove i nuovi Direttori Generali della sanità regionale hanno sottoscritto formalmente il proprio impegno per il prossimo quinquennio.

Il Presidente della Regione Alberto Stefani, infatti, ha presentato quella che vuole essere una squadra solida e unita, undici curricula di grande prestigio che hanno saputo dimostrare le proprie capacità agli occhi della giunta. Tra volti già noti e nuovi entrati, andiamo a scoprire chi sono da oggi i "sindaci della sanità", come li ha chiamati lo stesso Stefani.

All'Ulss 1, che coordina Belluno e tutta l'area dolomitica, sbarca Giuseppe Dal Ben, già direttore dell'Azienda Ospedaliera a Padova, dove, con il suo operato, si è confermato un "top manager" in ambito sanitario. Dal Ben ha seguito personalmente le fasi iniziali per la creazione del nuovo ospedale e l'apertura del nuovo reparto di pediatria. A differenza dei colleghi, resterà alla guida dell'Ulss dolomitica solo fino al 30 giugno, quando scadrà il suo incarico da commissario temporaneo.

Sarà invece Giancarlo Bizzarri a prendere le redini della sanità nella Marca Trevigiana. Dopo aver coordinato i servizi sociosanitari del Veneziano e con una carriera maturata in Liguria, sua terra d'origine, Bizzarri porta esperienza tecnica e logistica. Ha anche ricoperto prestigiosi incarichi nell'ambito della formazione, che testimoniano le sue eccellenti capacità comunicative, fondamentali per mettere in relazione le istituzioni e il cittadino.

Alla guida dell'Ulss 3 Serenissima arriva Massimo Zuin, già direttore dei Servizi Sociosanitari per il medesimo territorio. Docente allo IUAV e laureato in scienze politiche, rappresenta un profilo di prestigio sul piano logistico-organizzativo e conosce già molto bene il territorio e i suoi bisogni.

Spostandoci a nord nella medesima provincia, il Veneto Orientale sarà di competenza di Carlo Bramezza, che lascia quindi l'Ulss 7 per tornare a ricoprire un incarico già suo in passato. Con una lunga esperienza alla guida della sanità territoriale, si tratta di una delle scelte più solide a disposizione e su di lui viene riposta la massima fiducia della Giunta regionale per questo ritorno in Veneto Orientale.

Ed è proprio dalla guida dell'Ulss 4 che proviene Mauro Filippi, il nuovo Direttore Generale del Rodigino. Il 63enne vanta un curriculum completamente incentrato sulla sanità, che lo ha visto diventare il primo infermiere promosso a DG di una Ulss.

Patrizia Benini lascia invece Verona per assumere la guida di una differente Ulss, quella di Padova. Laureata in medicina e chirurgia con master conseguito proprio nel capoluogo euganeo, intende sfruttare la centralità della città del Santo per estendere la rete di servizi e formazione locale, puntando molto proprio sulla formazione di nuovi operatori sociosanitari.

A Vicenza arrivano invece Giovanni Carretta (Ulss 7 Pedemontana) e Peter Assembergs (Ulss 8 Berica). Il primo, padovano, ha recentemente diretto l'Ulss 3 Serenissima, che ha visto l'Ospedale dell'Angelo di Mestre eletto miglior ospedale d'Italia. Oltre a questo importante traguardo, ha avuto anche un incarico nella Commissione Regionale Vaccini. Assembergs, invece, è svedese di nascita e lombardo d'adozione. Pur essendo un profilo di carattere più manageriale, è stato anche Direttore Generale dell’Asst Bergamo Ovest.

Ultimo, ma non certo per importanza, è Pietro Girardi, che torna a dirigere l'Ulss 9 Scaligera dopo prestigiosi incarichi in altre province della regione, tra i quali quello di Direttore Amministrativo dello IOV. Fino a pochi giorni fa dirigeva l'Ulss 5 Polesana.

A questi nove Direttori Generali si affiancano altri quattro volti: Paolo Fortuna, ex DG della provincia di Padova, raccoglie l'eredità di Dal Ben alla giuda dell'Azienda Ospedale Università di Padova, mentre quella di Verona va a Paolo Petralia. Lo IOV e Azienda Zero, invece, passano invece sotto la responsabilità, rispettivamente, di Patrizia Simionato e Paolo Fattori. Anche in questo caso stiamo parlando di professionisti che hanno maturato grande competenza nell'ambito sociosanitario e amministrativo. Simionato è stata alla guida dell'Ulss 5 e ha appena concluso il mandato come DG dell'Ulss 8, mentre Fattori è stato membro della task force regionale per il contenimento della pandemia da Covid19.

L'evento non è stato, però, solo un elenco di nomi e curricula, infatti il Governatore Stefani ha presentato anche undici punti che faranno da filo conduttore per il prossimo quinquennio della sanità regionale, un "patto con i cittadini" per affrontare le più grandi sfide della salute e della vita dei Veneti. Vediamolo con ordine:

  • Promozione, rafforzamento e valorizzazione dei progetti di telemedicina e teleconsulto, per una sanità sempre più vicina a una popolazione che fa sempre più fatica a spostarsi per accedere alle cure;
  • Miglioramento dei tempi d’erogazione delle prestazioni specialistiche, per far fronte a quello che da anni è uno dei principali problemi della nostra sanità;
  • Potenziamento del rapporto ospedale-territorio, per garantire che il paziente sia seguito con approccio globale dalla presa in carico fino alla dimissione;
  • Monitoraggio delle Case di Comunità, presidi fondamentali per garantire capillarità sul territorio, specialmente nelle zone periferiche;
  • Monitoraggio del progetto PNRR "Casa come primo luogo di cura”, un piano che si integra strettamente con quello delle Case di Comunità e della telemedicina;
  • Gestione dei casi di cronicità e promozione di screening e stili di vita sani attraverso la formazione del cittadino;
  • Campagne di informazione territoriale sul funzionamento della telemedicina;
  • Valorizzazione di progetti volti all'umanizzazione delle cure, in modo particolare per quanto riguarda pazienti oncologici e malati terminali, con un focus sulle cure palliative;
  • Promozione della conciliazione vita-lavoro per il personale sanitario, attualmente oberato da ritmi insostenibili;
  • Attivazione di programmi di deblistering, per ridurre il costo dei farmaci, in particolare se di nuova generazione,
  • Dialogo col cittadino.

L'ultimo punto, un'aggiunta dell'ultimo secondo voluta fortemente dal Presidente Stefani, è un impegno solenne ad ascoltare la popolazione per capire le difficoltà e i bisogni con cui i Veneti devono fare i conti ogni giorno.

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