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Salute
05.03.2026 - 11:25
Alberto Stefani
La collaborazione tra istituzioni e professionisti della sanità diventa uno dei pilastri della nuova organizzazione sanitaria del Veneto. Dopo la firma del “Patto con i Sindaci della Sanità”, il presidente della Regione Alberto Stefani ha convocato a Venezia il primo tavolo tematico dedicato alle Case di Comunità, ospitato a Palazzo Balbi.
L’iniziativa rappresenta il primo passo concreto dell’accordo siglato con i nuovi direttori generali della sanità regionale. Il confronto, che avrà cadenza mensile, punta a raccogliere idee, proposte e contributi utili per avviare al meglio l’attività delle nuove strutture territoriali.
“Fare squadra deve essere la nostra linea guida – ha spiegato Stefani -. Non si tratta solo di un principio, ma di un metodo di lavoro. Questo tavolo nasce proprio per mettere insieme competenze e proposte e accompagnare l’avvio delle Case di Comunità”.
All’incontro hanno partecipato numerosi rappresentanti del sistema sanitario e delle istituzioni locali: i presidenti delle Conferenze dei sindaci delle ULSS, le principali organizzazioni sindacali dei medici di base e delle professioni sanitarie, oltre agli ordini professionali e alle associazioni del settore farmaceutico.
Per la Giunta regionale erano presenti, oltre al presidente Stefani, anche l’assessore alla Sanità Gino Gerosa, l’assessora alle Politiche sociali Paola Roma e l’assessore al Bilancio Filippo Giacinti.
La scadenza fissata dal Piano nazionale di ripresa e resilienza è ormai vicina: entro il 30 giugno dovrà essere completata la rete delle nuove strutture territoriali. In Veneto sono state programmate 99 Case di Comunità e, secondo quanto annunciato dalla Regione, 96 dovrebbero essere pronte nei tempi previsti. Tre cantieri risultano ancora in ritardo per questioni tecniche, ma sono in fase di risoluzione. In ogni caso il traguardo regionale supera già l’obiettivo indicato da Commissione europea e Governo, che prevede 91 strutture operative entro la stessa data.
Durante l’incontro è stato anche ricordato come la sanità territoriale sia stata al centro dei primi interventi della nuova amministrazione regionale. Tra le misure adottate figurano l’introduzione della parità salariale tra medici specializzandi in medicina generale e quelli di altre specializzazioni, con l’obiettivo di rendere più attrattiva la carriera nella sanità di prossimità, oltre allo stanziamento di nuove risorse: 20 milioni di euro derivanti dalla revisione della spesa regionale e altri 69 milioni destinati al settore sociale, al sostegno dei caregiver e alle politiche per affrontare il crescente problema dell’invecchiamento della popolazione.
Il tavolo tornerà a riunirsi nelle prossime settimane per fare il punto sulle Case di Comunità già attive e su quelle in fase di completamento. Nel frattempo la Giunta regionale sta valutando anche l’avvio di un percorso di bilancio partecipato per il triennio 2026-2028, che coinvolgerà i rappresentanti del settore sanitario presenti all’incontro.
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