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Sanità locale

Il nuovo direttore dell’Ulss 3 Zuin in visita a Chioggia: «Ospedale umano e professionisti eccellenti»

Visita istituzionale all’ospedale e incontro in Comune con il sindaco Armelao. «Qui grande empatia e una comunità innamorata del proprio presidio sanitario»

Massimo Zuin con il personale dell'Ospedale di Chioggia

Massimo Zuin con il personale dell'Ospedale di Chioggia

Visita istituzionale a Chioggia per Massimo Zuin, nuovo direttore generale dell’ULSS 3 Serenissima, intervistato da Madeleine Palpella per Radio Veneto24 durante la tappa nella città lagunare, che ha incluso anche un incontro in municipio con il sindaco Mauro Armelao.

La visita rientra in un tour che il direttore sta compiendo in questi giorni nei diversi presidi dell’azienda sanitaria. «Sto andando a trovare tutti i nostri ospedali – ha spiegato Zuin – sono stato a Mestre, a Venezia e oggi sono a Chioggia. Nei prossimi giorni visiterò anche gli altri presidi della nostra azienda».

Tra le strutture incontrate finora, Chioggia rappresenta però un caso particolare. «È una città bellissima che amo molto – ha sottolineato – ma soprattutto qui si percepisce una particolare umanizzazione delle cure. Probabilmente perché è una realtà in cui tutti si conoscono e questo crea una maggiore empatia verso chi entra in ospedale».

Secondo il direttore generale, proprio il clima umano rappresenta uno dei punti di forza dell’ospedale clodiense. «Chi entra trova persone disponibili e sorridenti. È una cosa bellissima, oltre al fatto che qui c’è una grande squadra di professionisti». Accanto al personale sanitario, Zuin ha evidenziato anche il ruolo della rete sociale e del volontariato: «La realtà del terzo settore è davvero unica e la città è ricchissima di associazioni».

A rendere ancora più forte il legame tra ospedale e territorio è, secondo il direttore, l’attenzione della comunità locale. «Chioggia è innamorata del proprio ospedale: non c’è nessuno che non si batta perché non perda servizi, ma anzi li veda crescere. Per questo ci sarà sicuramente una particolare attenzione verso questa città».

Zuin ha poi parlato della propria esperienza amministrativa e del rapporto con il territorio. «Mi sento ancora molto sindaco – ha detto – perché negli ultimi anni mi sono occupato della parte sociale e territoriale. Conosco bene i problemi, in un contesto in cui la popolazione invecchia e emergono nuove fragilità. Ma è anche un territorio straordinario e un’azienda sanitaria fantastica».

Tra gli obiettivi del suo mandato, il direttore ha indicato tre priorità: «L’umanizzazione delle cure, che io riassumo nella parola gentilezza; il rafforzamento del rapporto tra ospedale e territorio; e il mantenimento dei livelli di eccellenza dei nostri ospedali».

Per Chioggia, in particolare, sono previsti nuovi sviluppi. «Tra poco partirà anche il servizio di procreazione medicalmente assistita – ha annunciato – probabilmente entro un mese. Sarà un punto di eccellenza importante, soprattutto per tante coppie che oggi sono costrette a viaggiare anche all’estero».

Parallelamente prosegue il lavoro sui servizi territoriali. Tra i cantieri più rilevanti c’è quello della Casa della Comunità. «Siamo in dirittura d’arrivo – ha spiegato Zuin – anche se ci sono stati alcuni piccoli problemi. Stiamo correndo per rispettare i tempi e speriamo che entro giugno si possa aprire almeno una parte della struttura». Il progetto comprende anche ospedale di comunità e hospice.

Guardando ai prossimi mesi, il direttore ha ricordato anche il ruolo sanitario della città nel periodo turistico. «Con l’arrivo della primavera iniziamo a pensare alle vacanze sicure e al turismo inclusivo. Qui troviamo una grande attenzione da parte degli imprenditori del settore: Chioggia è una città aperta a tutti, dove chi arriva deve sentirsi accolto e “coccolato”, indipendentemente dalle proprie condizioni».

Infine, un passaggio su un tema nazionale come la sicurezza nei pronto soccorso e la violenza contro il personale sanitario. «Abbiamo attivato protocolli con le forze dell’ordine che prevedono formazione reciproca – ha spiegato – per prevenire e gestire situazioni sempre più complesse. I casi che arrivano oggi in pronto soccorso sono molto diversi rispetto al passato e richiedono competenze specifiche».

La formazione, ha concluso Zuin, rimane uno degli strumenti principali per affrontare il problema. «Abbiamo professionisti molto preparati e continueremo a rafforzare la collaborazione con le forze dell’ordine. Allo stesso tempo dovremo puntare anche sulla tecnologia e sulla telemedicina per alleggerire le richieste non urgenti e migliorare la gestione dei servizi sul territorio».

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