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Sanità, TreC sotto accusa: “Sistema in tilt anche per le visite private”

La consigliera provinciale del PD Francesca Parolari presenta un’interrogazione: “Bug informatici ostacolano le prenotazioni e rischiano di diventare una barriera all’accesso alle cure”

Sanità, TreC sotto accusa: “Sistema in tilt anche per le visite private”

Foto di repertorio

Il sistema sanitario digitale finisce di nuovo nel mirino della politica provinciale. La consigliera del Partito Democratico Francesca Parolari ha depositato un’interrogazione per segnalare i persistenti problemi tecnici della piattaforma TreC, che secondo numerose segnalazioni starebbero creando difficoltà anche nella prenotazione delle visite in libera professione.

La denuncia arriva in un momento già delicato per il sistema sanitario provinciale, con circa 23 mila prestazioni ancora in attesa di essere smaltite nelle liste d'attesa. Mentre l’assessorato alla Salute continua a indicare nuove scadenze per ridurre gli arretrati, la piattaforma digitale che dovrebbe facilitare l’accesso alle cure viene descritta dall’esponente dem come una “telenovela di inefficienze”.

Secondo quanto riportato nell’interrogazione, il portale presenterebbe diversi problemi operativi. Tra le criticità segnalate vi sono calendari di prenotazione poco intuitivi e incongruenze tra la ricerca per medico e quella per prestazione: in alcuni casi, infatti, le disponibilità risultano visibili cercando il nome dello specialista ma scompaiono quando la ricerca viene effettuata per tipologia di visita.

Ulteriori difficoltà riguarderebbero l’offerta di prestazioni consultabili. In ambito oculistico, ad esempio, il sistema proporrebbe spesso solo la “visita di controllo”, mentre esami più complessi comparirebbero soltanto effettuando la ricerca tramite il singolo professionista.

Per Parolari non si tratta di semplici problemi tecnici, ma di ostacoli che rischiano di limitare concretamente l’accesso ai servizi sanitari. Il funzionamento attuale del sistema, sostiene la consigliera, finirebbe per creare una selezione basata sulle competenze digitali degli utenti piuttosto che sui bisogni di salute, penalizzando in particolare anziani e persone fragili.

Il timore, aggiunge l’esponente del PD, è che cittadini scoraggiati da una piattaforma complessa possano rinunciare a prenotare visite o esami, con possibili conseguenze sulla tempestività delle cure. Da qui la richiesta alla Provincia di intervenire per chiarire i malfunzionamenti e migliorare il funzionamento della piattaforma.

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