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SOS bollette
07.03.2026 - 14:47
Foto di repertorio
Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente rischiano di far pesare sulle imprese venete un conto energetico salatissimo: oltre un miliardo di euro in più nel 2026, secondo le stime dell’Ufficio studi della CGIA. L’innalzamento dei prezzi di gas ed elettricità, scaturito dall’attacco militare all’Iran iniziato sabato scorso, potrebbe portare le aziende della regione a pagare complessivamente 9,4 miliardi di euro per l’energia, con un incremento del 13,5% rispetto al 2025.
Il rincaro colpisce in particolare i settori ad alto consumo energetico: metallurgia, commercio, servizi, produzione alimentare, alberghi e ristorazione, trasporti e logistica, chimica e tessile. Tra i distretti veneti più a rischio figurano il vetro di Murano (Venezia), il settore delle materie plastiche (Treviso, Vicenza, Padova), l’alimentare (Verona), il legno e l’arredo (Treviso) e l’industria metallurgica e meccanica dell’Alto Vicentino.
Secondo le stime, venerdì 27 febbraio il gas era scambiato a 32 euro al MWh e l’elettricità a 107,5 euro; appena una settimana dopo, i prezzi avevano raggiunto 55,2 e 165,7 euro, mostrando la vulnerabilità dei mercati energetici alle crisi internazionali. La durata del conflitto e la possibilità di una chiusura dello stretto di Hormuz determineranno la portata degli aumenti.
Gli esperti sottolineano la necessità di interventi immediati: l’Unione Europea potrebbe accelerare il disaccoppiamento tra prezzo del gas ed elettricità, mentre l’Italia dovrebbe valutare misure temporanee come bonus sociali, taglio dell’Iva e azzeramento degli oneri di sistema, già sperimentate nel 2022-2023.
Nel medio periodo, le strategie da adottare includono la riduzione degli oneri di sistema, che gravano più della media europea sulle piccole imprese, e la promozione di contratti energetici aggregati o a lungo termine (PPA) per garantire la stabilità dei prezzi. L’obiettivo è alleggerire la pressione su artigiani, negozi e microimprese, rendendo i costi più prevedibili e sostenibili.
La CGIA avverte: se non si interviene, il caro bollette rischia di comprimere ulteriormente i margini delle imprese venete, già esposte a un contesto internazionale instabile e a possibili ripercussioni inflazionistiche.
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