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Politica - Elezioni Venezia

Venezia, Martella rilancia la sfida: “Serve un cambio di rotta dopo undici anni di Brugnaro”

Alla Pescheria di Rialto Andrea Martella presenta un piano per ripopolare Venezia, rafforzare le municipalità, rilanciare porto e cultura e puntare su innovazione e lavoro, contrapponendo cambiamento alla continuità del centrodestra.

Venezia, Martella rilancia la sfida: “Serve un cambio di rotta dopo undici anni di Brugnaro”

Alla Pescheria di Rialto il candidato sindaco del centrosinistra Andrea Martella ha tracciato le linee del proprio progetto per Venezia, contrapponendo con decisione l'idea di cambiamento alla continuità rappresentata dal centrodestra.

Nel cuore della città storica, davanti a cittadini e sostenitori, Martella ha sottolineato come la scelta degli elettori alle prossime amministrative si giochi proprio tra due visioni opposte: proseguire con il modello amministrativo degli ultimi anni oppure aprire una nuova fase per il capoluogo lagunare.

Secondo il candidato del centrosinistra, la candidatura di Luigi Brugnaro sarebbe infatti rappresentata dal suo successore indicato dal centrodestra, Simone Venturini, che Martella definisce espressione diretta dell'attuale amministrazione. «È la continuità più totale con undici anni di governo Brugnaro – ha affermato –. Dopo tutto questo tempo non basta cambiare il tono per far dimenticare ai cittadini i tanti problemi irrisolti».

Martella ha quindi criticato quella che definisce una narrativa eccessivamente ottimistica dell'amministrazione uscente, sostenendo che la situazione reale della città racconti altro. A suo avviso Venezia continua a perdere residenti e servizi, mentre il mercato immobiliare sarebbe sempre più orientato verso investimenti turistici piuttosto che verso l'abitare stabile. Un contesto che, secondo il candidato, rende più difficile la vita delle famiglie e contribuisce a far crescere il senso di insicurezza urbana.

Per Martella il punto centrale è proprio il declino demografico e sociale della città storica. «Quando una città si svuota e perde fiducia – ha osservato – la continuità non può essere la soluzione».

Accanto alle critiche al merito delle politiche degli ultimi anni, il candidato ha contestato anche il metodo di governo dell'attuale amministrazione, giudicato troppo accentrato. Secondo Martella, troppe decisioni sarebbero state prese senza un reale coinvolgimento della comunità locale. Da qui la proposta di rafforzare il ruolo delle Municipalità, attribuendo loro maggiori competenze e capacità decisionale.

Nel corso dell'incontro, il candidato ha illustrato anche i principali assi del proprio programma amministrativo, sintetizzati in cinque parole chiave: abitare, lavorare, proteggere, ricucire e rigenerare, immaginare.

Tra le priorità indicate c'è il tema della residenza, considerato decisivo per il futuro della città. Ripopolare Venezia, ha spiegato, significa creare condizioni per il lavoro e affrontare con maggiore determinazione il tema dell'overtourism e quello dell'accesso alla casa. Allo stesso tempo, la sicurezza urbana dovrebbe passare non solo dal controllo del territorio ma anche dal rafforzamento dei servizi e dalla cura degli spazi pubblici.

Un passaggio importante è stato dedicato anche al porto di Venezia, che Martella considera un'infrastruttura strategica per l'economia cittadina e sulla quale si è impegnato a mantenere un'attenzione diretta nel caso di elezione a sindaco.

Guardando al futuro, il candidato ha inoltre posto l'accento sull'innovazione e sul ruolo che Venezia potrebbe giocare nei settori tecnologici più avanzati. In particolare ha citato le opportunità legate all'intelligenza artificiale, proponendo la creazione di una struttura comunale dedicata ad attrarre progetti internazionali, imprese e centri di ricerca in collaborazione con università italiane e straniere.

Ampio spazio è stato dedicato anche alla cultura. Martella ha annunciato l'intenzione di nominare un assessore specificamente dedicato al settore e ha parlato della necessità di rilanciare il ruolo del Teatro La Fenice, restituendogli centralità nella vita culturale della città.

In conclusione il candidato ha invitato i veneziani a non rassegnarsi all'idea di un declino inevitabile. «Venezia – ha detto – ha sempre saputo reinventarsi e immaginare il futuro. Questa sfida non riguarda una sola persona, ma un'intera comunità. Io metto a disposizione il mio impegno, ma il cambiamento si costruisce insieme».

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