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Diritti dei lavoratori

Trasporto pubblico sull’acqua, in Veneto proposta di legge per riconoscere il lavoro usurante agli internavigatori

Presentato a Venezia un progetto per permettere anche ai conducenti dei mezzi acquei del servizio pubblico locale di accedere alla pensione anticipata, superando una disparità rispetto ad altre categorie del settore

Giovanni Manildo

Giovanni Manildo

Portare equità tra chi lavora ogni giorno nel trasporto pubblico locale, anche sull’acqua. È questo l’obiettivo della proposta di legge presentata oggi a Venezia, nella sede del Consiglio regionale del Veneto, dal consigliere del Partito Democratico Jonatan Montanariello.

Il progetto punta a ottenere il riconoscimento del carattere usurante per gli internavigatori, ovvero i conducenti dei mezzi impiegati nella navigazione interna, consentendo anche a loro l’accesso alla pensione anticipata. Una possibilità già prevista per altre figure del trasporto pubblico, come gli autisti di autobus e tram, ma finora negata a chi lavora sui natanti.

Secondo quanto illustrato durante la conferenza stampa, si tratta di correggere una disparità che riguarda centinaia di lavoratori, in particolare nell’area veneziana, dove il servizio sull’acqua è fondamentale per la mobilità quotidiana. Gli internavigatori garantiscono collegamenti e sicurezza 24 ore su 24, operando in condizioni spesso difficili: rumore continuo, vibrazioni, turni irregolari e esposizione alle intemperie.

«Vogliamo superare una situazione ingiusta – ha spiegato Montanariello – perché chi svolge mansioni simili deve avere gli stessi diritti». La proposta prevede una modifica alla normativa nazionale che disciplina i lavori considerati più gravosi, includendo esplicitamente anche chi guida i mezzi della navigazione interna.

All’incontro sono intervenuti anche rappresentanti istituzionali e sindacali, che hanno sottolineato come il provvedimento nasca dall’ascolto diretto dei lavoratori del territorio. Da più parti è stato ribadito che non si tratta di ottenere privilegi, ma di riconoscere condizioni di lavoro particolarmente impegnative, al pari di altre categorie già tutelate.

Il tema riguarda da vicino il Veneto, e in particolare Venezia, dove il trasporto pubblico si sviluppa anche – e soprattutto – sull’acqua. Una specificità che rende ancora più evidente la necessità di aggiornare le regole, adeguandole alla realtà del territorio.

Ora la proposta sarà trasmessa al Parlamento, con l’obiettivo di avviare l’iter nazionale. L’auspicio condiviso è che si arrivi in tempi rapidi a una modifica della legge, così da garantire anche agli internavigatori il riconoscimento del loro lavoro e condizioni più eque per il futuro.

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