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Aggressioni al personale pubblico, in Trentino la legge passa tra le polemiche del Consiglio

Via libera con 20 voti favorevoli al provvedimento proposto dalla maggioranza, mentre l’opposizione diserta il voto e attacca: «Misura inutile e poco efficace contro un fenomeno in crescita»

Il pronto soccorso di Trento

Il pronto soccorso di Trento

Il Consiglio provinciale del Trentino ha dato il via libera al disegno di legge sulle aggressioni al personale pubblico, approvato con 20 voti favorevoli. Tredici consiglieri di opposizione hanno scelto di non partecipare al voto, segnando fin da subito un clima politico acceso attorno al provvedimento.

La proposta, avanzata da Daniele Biada di Fratelli d’Italia, nasce con l’obiettivo di contrastare l’aumento degli episodi di violenza nei confronti di chi lavora nei servizi pubblici. Secondo il promotore, negli ultimi anni si sarebbe registrato un incremento dei casi, accompagnato da una crescente mancanza di rispetto verso le istituzioni e i loro rappresentanti. Da qui la necessità, nelle intenzioni della maggioranza, di un intervento della Provincia anche come segnale concreto di vicinanza alle vittime.

Di tutt’altro avviso l’opposizione. Andrea de Bertolini, consigliere del Partito democratico, ha bocciato senza mezzi termini il disegno di legge, definendolo «inutile, ripetitivo e poco efficace». Secondo il suo punto di vista, il testo non sarebbe in grado né di offrire reale sostegno a chi subisce aggressioni né di scoraggiare chi commette questi reati.

Nel corso del dibattito è stato inoltre modificato un passaggio iniziale del provvedimento, che prevedeva l’obbligo per la Provincia di costituirsi parte civile nei procedimenti. Una scelta poi eliminata, ma che non è bastata a smorzare le critiche.

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