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Hikikomori, casi in aumento: quadruplicati in meno di dieci anni

La Provincia di Trento istituisce un Tavolo interdisciplinare per prevenire il ritiro sociale giovanile e supportare famiglie e scuole

Hikikomori, casi in aumento: quadruplicati in meno di dieci anni

Foto di repertorio

Il fenomeno degli hikikomori, giovani che scelgono volontariamente l'isolamento sociale arrivando a chiudersi in casa per lunghi periodi, cresce anche in Trentino. Per affrontare un disagio sempre più diffuso, la Provincia ha deciso di istituire il Tavolo Integrato Ritiro Sociale Volontario, un organismo tecnico interdisciplinare promosso dall'assessora all'istruzione Francesca Gerosa.

L'iniziativa arriva in un contesto nazionale che conta circa 54mila adolescenti ritirati socialmente. Anche sul territorio trentino i numeri sono in costante aumento: secondo le stime dell'Associazione mutuo aiuto (Ama), le richieste di supporto sono passate da 10 casi nel 2016 a 40 nel 2024, fino a raggiungere quota 54 nel 2025.

Un'evoluzione che preoccupa e che richiede risposte strutturate. La dirigente scolastica Teresa Periti ha evidenziato la necessità di individuare tempestivamente le cause del fenomeno e di saper riconoscere i primi segnali di disagio. In questa direzione si inserisce l'idea di definire linee guida chiare e di formare i docenti, affinché possano intervenire in modo efficace già nelle fasi iniziali. Tra gli strumenti allo studio, anche un questionario da somministrare nelle scuole per monitorare le assenze prolungate e comprenderne le motivazioni, con l'obiettivo di stabilire parametri utili a individuare situazioni a rischio.

Il nuovo Tavolo nasce con l'obiettivo di mettere in rete competenze diverse e costruire risposte coordinate. Come spiegato dall'assessora Gerosa, il provvedimento punta a favorire la condivisione di buone pratiche, a individuare precocemente i segnali di isolamento e a rafforzare il supporto alle famiglie. L'azione si muove lungo tre direttrici principali: prevenzione, rilevazione precoce e presa in carico dei casi.

Particolare attenzione sarà riservata al coordinamento tra scuole, servizi socio-sanitari e territorio, in modo da garantire interventi tempestivi ed efficaci. L'obiettivo è fornire strumenti concreti agli istituti scolastici e ai nuclei familiari, così da arrivare a un riconoscimento dei sintomi fin dalle prime avvisaglie.

Il tema del ritiro sociale volontario, sempre più diffuso anche a livello europeo, è ormai considerato una delle sfide centrali per il sistema educativo e per l'intera comunità, soprattutto in relazione alla tutela del benessere emotivo e relazionale degli studenti.

Il Tavolo avrà ora il compito di elaborare, entro il 30 settembre 2026, un protocollo operativo per la prevenzione e l'individuazione precoce del fenomeno, accompagnato da linee guida applicative. Saranno inoltre definiti indicatori di rischio, strumenti di osservazione, percorsi di formazione per il personale scolastico e campagne di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza.

A comporre la squadra interdisciplinare saranno rappresentanti del mondo della scuola, della sanità e dell'associazionismo. Tra questi, oltre alla stessa Periti, lo psicologo Marco Crepaldi, fondatore dell'associazione Hikikomori Italia, dirigenti scolastici e funzionari del Dipartimento istruzione, specialisti in inclusione, professionisti della neuropsichiatria infantile e rappresentanti delle associazioni impegnate nel supporto alle famiglie.

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