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Politica interregionale

Morosin propone un Consiglio congiunto tra Veneto e Friuli Venezia Giulia per valutare la fusione delle due Regioni

Il capogruppo di Liga Veneta Repubblica rilancia l’idea di creare una macroregione con oltre 6,5 milioni di abitanti per avere più peso politico ed economico

Alessio Morosin, capogruppo Liga Veneta Repubblica

Alessio Morosin, capogruppo Liga Veneta Repubblica

“Propongo di convocare un Consiglio regionale congiunto tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, coinvolgendo Consiglieri e Presidenti, per discutere concretamente la possibilità di una fusione tra le due Regioni”. Così il capogruppo di Liga Veneta Repubblica, Alessio Morosin, ha presentato ieri in Aula la sua proposta, con l’obiettivo di aprire una nuova fase politica per il Veneto.

Secondo Morosin, “oggi discutiamo di briciole sul bilancio senza avere il controllo reale delle risorse, perché le decisioni vengono prese altrove. Ogni giorno dal Veneto escono milioni di euro: il residuo fiscale vale decine di milioni al giorno. È come andare al ristorante, consumare per 100 e pagare 125”.

Il politico richiama anche la sentenza n. 192/2024 della Corte costituzionale, che a suo dire ha ulteriormente ridotto gli spazi di autonomia della Regione. “Dobbiamo trovare una strada concreta e praticabile – dice Morosin – e non continuare ad andare a Roma a chiedere briciole. Circa 600.000 persone in Veneto rischiano la povertà. La fusione con il Friuli Venezia Giulia, prevista dall’articolo 132 della Costituzione, è una soluzione legittima e sostenuta da esperti. Se Roma non ci dà autonomia, dobbiamo costruircela con gli strumenti già esistenti”.

Il progetto, spiega Morosin, porterebbe alla nascita di una macroregione con oltre 6,5 milioni di abitanti, “capace di avere un peso politico, economico e istituzionale diverso e incidere davvero. Veneto e Friuli devono essere due soggetti che vincono insieme. Serve serietà, studio e una proposta forte da mettere sul tavolo”.

Morosin invita a un confronto senza pregiudizi: “Incontriamoci con i Consiglieri del Friuli-Venezia Giulia, apriamo un dialogo istituzionale e diamo a Roma un segnale chiaro, intelligente e a costo zero. Il Veneto sta soffrendo e i cittadini vogliono risposte. Non possiamo continuare a discutere di poco o nulla: dobbiamo costruire una prospettiva. Non mollerò di un punto, perché il Veneto deve tornare protagonista del proprio destino”.

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