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Grandi carnivori, in Trentino meno lupi e più orsi

Rapporto 2025: popolazioni verso la stabilizzazione, cresce lo sciacallo dorato

Grandi carnivori, in Trentino meno lupi e più orsi

Foto di repertorio

Un leggero aumento degli orsi, una flessione dei lupi e la sensazione che entrambe le specie abbiano ormai raggiunto un equilibrio numerico, con sempre più esemplari in dispersione verso nuovi territori. È questa la fotografia che emerge dalle prime anticipazioni del Rapporto grandi carnivori presentate dall’assessore Roberto Failoni durante il tavolo territoriale dedicato alla gestione delle specie.

La novità principale riguarda il metodo di monitoraggio degli orsi, aggiornato a partire dal 2025 con un sistema di marcaggio e ricattura genetica più avanzato, capace di restituire una stima più accurata anche nelle aree periferiche. Il risultato è una popolazione stimata in 118 esemplari (esclusi i piccoli dell’anno), con una forbice compresa tra 99 e 141 individui. Applicando lo stesso modello ai dati precedenti, anche il 2023 è stato rivisto al rialzo, con 112 orsi censiti.

Il nuovo approccio amplia inoltre l’area di osservazione, includendo territori oltre i confini provinciali, tra Lombardia, Alto Adige e Veneto. In questo scenario si conferma l’espansione dell’areale, soprattutto per le femmine, il cui spazio di movimento è cresciuto del 26% rispetto al 2024. Nel 2025 sono stati registrati anche 25 cuccioli, un dato sostanzialmente stabile.

Sul fronte del lupo, il rapporto segnala invece una leggera contrazione: i branchi accertati sono 22, contro i 27 dell’anno precedente, con una diminuzione più evidente nelle zone di confine con l’Alto Adige. Accanto a queste due specie simbolo, si consolida la presenza dello sciacallo dorato, con almeno quattro nuclei familiari in espansione, mentre resta assente la lince, che non viene segnalata da tre anni.

Diversa la dinamica sul piano della convivenza con le attività umane. I danni provocati dagli orsi risultano in netto calo: nel 2025 sono stati 127, il 32% in meno rispetto all’anno precedente, per un totale di circa 91 mila euro. Un trend positivo attribuito soprattutto al potenziamento delle misure di prevenzione, tra recinzioni elettrificate, cani da guardiania e gestione degli esemplari problematici.

Crescono invece i danni causati dai lupi, che nel 2025 raggiungono quota 155 episodi, con un aumento del 31% e un impatto economico di circa 135 mila euro. A incidere è in particolare la situazione della Valsugana, dove si rende necessario un maggiore ricorso agli strumenti di protezione del bestiame. Nel medio periodo, tuttavia, il fenomeno appare oscillante ma senza una crescita strutturale.

Infine, uno sguardo ai primi mesi del 2026: poche le segnalazioni di orsi, con alcuni esemplari radiocollarati tornati attivi dopo l’inverno. Più critico il dato sui lupi, con dieci esemplari trovati morti tra gennaio e marzo, sette dei quali a causa di investimenti stradali. Un segnale che riporta al centro il tema della convivenza tra fauna selvatica e presenza umana, sempre più cruciale in un territorio in continua trasformazione.

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