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14.04.2026 - 12:01
Foto di repertorio
È Besenello a rompere gli indugi nel dibattito sul bypass ferroviario di Rovereto e della Vallagarina, depositando per primo un documento ufficiale di osservazioni al progetto promosso da Rfi. A presentarlo è stato il Consorzio di miglioramento fondiario “Alle Giere”, segnando l’avvio concreto di una fase che si preannuncia tesa: cittadini ed enti hanno tempo fino all’8 maggio per intervenire.
Il confronto, già acceso, vede da un lato le comunità locali esprimere forti perplessità, dall’altro la Provincia ribadire la necessità di procedere senza rallentamenti. Una linea confermata anche dal vicepresidente Achille Spinelli, che ha definito l’opera «indispensabile» per il territorio.
Al centro delle contestazioni ci sono soprattutto i possibili impatti ambientali. Il documento presentato dal consorzio, redatto da uno studio geologico con conoscenza diretta dell’area, solleva un nodo cruciale: il tracciato della galleria attraverserebbe il conoide di Besenello a una quota inferiore rispetto alla falda acquifera. In altre parole, lo scavo avverrebbe all’interno della falda stessa, con il rischio di interferire con risorse idriche fondamentali per l’agricoltura locale.
Una criticità che, secondo i firmatari, non si presenterebbe mantenendo il tracciato lungo l’attuale linea ferroviaria di fondovalle. Ipotesi però già esclusa da Rfi, che richiama esigenze tecniche legate all’alta velocità prevista per i convogli.
Le preoccupazioni non si fermano a Besenello. Anche a Rovereto cresce la richiesta di un confronto più strutturato. La consigliera circoscrizionale Lucia Michelon propone l’attivazione di un’istruttoria pubblica congiunta, uno strumento che consentirebbe un contraddittorio diretto con i progettisti e la formalizzazione delle criticità emerse. Un passaggio ritenuto necessario alla luce di quanto già accaduto in altri cantieri, dove problemi ambientali si sono manifestati in fase esecutiva.
Sulla vicenda interviene anche Alleanza Verdi e Sinistra, che pur riconoscendo la necessità di trasferire il traffico merci dalla strada alla ferrovia, critica i tempi e le modalità del processo decisionale. Secondo i rappresentanti locali, il rischio è quello di affrontare un’opera di grande impatto senza un’analisi sufficientemente approfondita e condivisa.
Da qui l’appello a superare logiche localistiche e a costruire una posizione unitaria tra i territori coinvolti. «Un’infrastruttura di questa portata – sottolineano – non può essere affrontata spostando i problemi da un’area all’altra, ma richiede una visione complessiva, maggiore trasparenza e una regia pubblica forte».
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