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Zuccherificio di Pontelongo fermo, piano per i lavoratori stagionali

Al via “IncontraLavoro”: Regione e parti sociali mobilitate per ricollocare circa 100 addetti rimasti senza impiego

Zuccherificio di Pontelongo fermo, piano per i lavoratori stagionali

Foto di repertorio

Il fermo produttivo dello zuccherificio di Pontelongo apre una nuova fase di incertezza per circa cento lavoratori stagionali, ma la Regione corre ai ripari con un piano straordinario per il loro ricollocamento. È questo l’esito dell’incontro convocato da Veneto Lavoro per affrontare una crisi che, più che industriale, affonda le radici nella carenza di materia prima: la produzione locale di barbabietole non è sufficiente a sostenere l’attività dell’impianto.

Al tavolo regionale, coordinato dall’Unità di crisi, si sono confrontati tutti gli attori coinvolti: dai rappresentanti dell’azienda Co.Pro.B. – Italia Zuccheri alle organizzazioni agricole, fino ai sindacati di categoria. Un confronto necessario per delineare una risposta concreta a una situazione che presenta elementi di particolare complessità.

«Non siamo di fronte a una crisi industriale in senso stretto» — spiega l’assessore allo Sviluppo Economico Massimo Bitonci — «ma a una difficoltà legata alla filiera agricola, con ripercussioni dirette sull’occupazione stagionale. Era quindi indispensabile individuare strumenti capaci di contenere l’impatto sociale del fermo produttivo».

La risposta arriva con l’attivazione immediata del programma IncontraLavoro, già sperimentato in passato dai Centri per l’impiego regionali. L’iniziativa punta a facilitare l’incontro tra domanda e offerta nel comparto agricolo, offrendo ai lavoratori coinvolti nuove opportunità di impiego, anche temporaneo, nei territori di Padova, Rovigo e dell’area veneziana.

«Dovevamo dare una prospettiva concreta a questi lavoratori» — sottolinea il vicepresidente e assessore al Lavoro Lucas Pavanetto — «che ogni anno trovavano occupazione nello stabilimento. La collaborazione con associazioni agricole e sindacati rappresenta un elemento fondamentale per il successo dell’iniziativa».

Il programma parte con il sostegno condiviso delle parti sociali e delle principali organizzazioni di categoria, segnale di una volontà comune di affrontare la crisi con strumenti operativi e immediati. Resta però sullo sfondo il nodo strutturale: il futuro della filiera bieticola veneta, da cui dipende la ripartenza dello stabilimento e la stabilità occupazionale del territorio.

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