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Guerra in Medio Oriente, stangata sull’energia: alle imprese padovane il conflitto costa 3 milioni di euro a settimana

Le stime degli artigiani di Padova e Rovigo parlano di rincari pesanti per luce e gas: entro fine 2026 il conto potrebbe arrivare a 161 milioni di euro

Foto di repertorio

Foto di repertorio

La guerra in Medio Oriente presenta il conto anche alle imprese del nostro territorio. Secondo le stime dell’Ufficio studi di Cna Padova e Rovigo, il conflitto in corso tra Iran e Libano rischia di pesare per quasi 161 milioni di euro nel 2026 sulle circa 84 mila aziende attive nel Padovano. Tradotto: oltre 13 milioni al mese, più di 3 milioni a settimana solo per i costi di luce e gas.

Si tratta di una valutazione prudente, che tiene conto esclusivamente del prezzo dell’energia e non dell’intera bolletta, che per le aziende può arrivare a costare fino al doppio rispetto alla materia prima.

Già nei mesi scorsi erano emersi segnali preoccupanti. Una simulazione del Consorzio APE, che riunisce centinaia di imprese anche in Veneto, aveva stimato a partire da aprile rincari medi di almeno il 58% per l’elettricità e del 70% per il gas. Aumenti concreti che, nel secondo trimestre dell’anno, si traducono in qualche centinaio di euro in più per le piccole attività, fino a superare i 1.400 euro per una piccola azienda meccanica.

Non è solo l’energia a pesare. Crescono anche i prezzi di materiali fondamentali come rame, ferro e alluminio, oltre ai carburanti. Sul fronte dei trasporti, spedire merci costa di più: i noli marittimi restano alti e anche il trasporto su gomma subisce rincari significativi, con costi aggiuntivi che possono superare i 2.400 euro all’anno per un mezzo pesante.

Una situazione che rischia di mettere in difficoltà un sistema produttivo che, negli ultimi anni, ha già dovuto affrontare crisi importanti come la pandemia e il conflitto tra Russia e Ucraina.

“Questi aumenti – spiega il presidente di Cna Padova e Rovigo, Luca Montagnin – stanno dando un altro colpo durissimo alle imprese artigiane del territorio. Il nostro sistema produttivo va sostenuto per continuare a garantire lavoro e ricchezza alle comunità locali”.

Da qui l’appello alle istituzioni, nazionali e locali, affinché intervengano con misure concrete: dal contenimento dei prezzi di energia e carburanti al sostegno al credito, fino a politiche che favoriscano gli investimenti e l’apertura a nuovi mercati. “Non c’è più tempo da perdere – conclude Montagnin – serve un’azione efficace e condivisa per affrontare questa nuova emergenza”.

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