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Mobilità pedonale
20.04.2026 - 08:45
La rete tramviaria di Treviso
La provincia di Treviso finisce nelle retrovie della classifica nazionale sulla facilità di raggiungere i servizi a piedi. A denunciarlo è il politico trevigiano Luigi Calesso, della Coalizione Civica per Rovigo, che richiama l’attenzione sui dati del progetto “Urban Pulse 15” del Centro Studi Tagliacarne.
Il modello della “città dei 15 minuti”, ideato dall’urbanista Carlos Moreno e sempre più discusso anche in Europa, si basa su un principio semplice: ogni cittadino dovrebbe poter trovare i servizi essenziali a non più di un quarto d’ora a piedi da casa. Una prospettiva che, però, appare lontana per molte aree del Veneto.
Secondo lo studio, poco più di un terzo degli italiani – il 35,7% – riesce oggi a raggiungere a piedi in 15 minuti i servizi fondamentali per la vita quotidiana, come negozi, assistenza sanitaria o attività per il tempo libero. Le possibilità variano a seconda del tipo di servizio: risultano più vicini quelli legati alla vita di quartiere e alla persona, mentre sono più difficili da raggiungere strutture per il tempo libero o la formazione.
Nel quadro generale, il Veneto si colloca al 16° posto tra le regioni italiane, con appena il 25,9% della popolazione che gode di un accesso agevole ai servizi. Un risultato che, nel Nord-Est, è migliore solo rispetto al Trentino-Alto Adige.
Ancora più critica la situazione nelle singole province. Treviso, con il 22,4%, è al 100° posto su 107. Meglio fanno Venezia, Verona, Padova e Vicenza, mentre alle spalle della Marca si trovano Rovigo e Belluno.
Per Calesso, la causa principale è chiara: la diffusione delle abitazioni su territori sempre più ampi, senza un adeguato sviluppo dei servizi nelle vicinanze. Una crescita disordinata che rende più difficile la vita quotidiana e allunga le distanze per attività essenziali, ricreando su scala molto più limitata le stesse problematiche che caratterizzano gli Stati Uniti d'America, dove il trasporto pubblico è quasi inesistente e per la popolazione è spesso inconcepibile uscire di casa senza prendere l'automobile.
Il fenomeno, sottolinea, va fermato rapidamente per evitare ulteriore consumo di suolo e per contenere i costi dei servizi pubblici, come strade e trasporti. Ma soprattutto, avverte, per non peggiorare ulteriormente la possibilità per i cittadini di avere tutto ciò che serve a portata di passo.
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