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12.01.2026 - 05:35
Foto di repertorio
Una sentenza che fa da apripista nell’insidiosa questione delle antenne di telefonia mobile: il Consiglio di Stato ha accolto la richiesta del Comune di Este di evitare l’installazione di un sistema di ripetizione accanto a un asilo nido. Una vicenda che si è protratta per anni e che ha visto l’amministrazione portare avanti, nelle sedi opportune, la decisione di non concedere a Iliad l’installazione di un’antenna di telefonia mobile a meno di 100 metri dalla scuola materna comunale “Arcobalena” a Meggiaro, dove, dopo la recente realizzazione di una nuova sala polivalente, sono attualmente in corso altri lavori per oltre 1 milione di euro, finalizzati ad accogliere altri 30 neonati.
Dopo aver perso il ricorso al Tar, il Consiglio di Stato ha invece accolto le argomentazioni presentate per il Comune a metà novembre dall’avvocato Giorgio Trovato. Nella sentenza ha infatti censurato l’interpretazione del Tar, che aveva ritenuto illegittimo il diniego comunale sulla base della marginale migliore qualità del segnale garantita dalla localizzazione prevista dal gestore telefonico. Il Consiglio di Stato si è appellato inoltre al Regolamento comunale, che prevede espressamente che la deroga al divieto di installazione nei siti sensibili venga applicata solo quando esiste un’impossibilità tecnica di assicurare una copertura del territorio. Nel caso in discussione, inoltre, l’accertamento tecnico richiesto dallo stesso Tar aveva sottolineato come il sito alternativo proposto dal Comune garantisse una copertura di rete solo “leggermente inferiore” rispetto a quella individuata da Iliad.
«Questa sentenza rappresenta un importante precedente in materia di regolamentazione comunale degli impianti di telefonia mobile» sottolineano il sindaco Matteo Pajola e l’assessora alla Transizione ecologica Beatrice Andreose «e di bilanciamento tra l’esigenza di tutela dei siti sensibili e la necessità di copertura del territorio. Con il ricorso in Consiglio di Stato abbiamo voluto tutelare il benessere di tutta la collettività e, in particolare, di un quartiere popoloso dove ha sede l’asilo nido comunale». Lo scorso settembre, inoltre, è stato approvato in consiglio comunale il Piano antenne, che costituisce un utile strumento per trattare con le compagnie telefoniche la localizzazione degli impianti. Uno strumento che prevede che ogni nuova installazione o modifica debba essere preventivamente comunicata ad Arpav e al Comune, che avrà il compito di verificare la regolarità delle istanze e autorizzare le localizzazioni solo nelle aree previste dal piano. La sentenza del Consiglio di Stato, inoltre, ha condannato il gestore telefonico al pagamento delle spese processuali a favore del Comune, che ammontano a oltre 4 mila euro, oltre agli oneri di legge.
Giada Zandonà
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