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24.01.2026 - 07:29
I dati economici, affiancati agli interventi su tradizioni, isole e giovani, delineano una Venezia finanziariamente solida e in trasformazione
Un bilancio che parla di numeri solidi, ma anche di identità, tradizioni e investimenti diffusi sull’intero territorio comunale. È quanto è emerso dall’incontro con la stampa svoltosi nel municipio di Mestre, nel corso del quale l’Amministrazione Veneziana ha tracciato il bilancio del doppio mandato del sindaco Luigi Brugnaro, mettendo in evidenza la crescita patrimoniale del Comune e la valorizzazione di Venezia in tutte le sue articolazioni.
«Il patrimonio netto del Comune, ereditato nel 2015 a 1 miliardo e 150 milioni di euro, ad oggi si attesta a due miliardi di euro. Numeri che definiscono Venezia come una città sana, rimodellata grazie a scelte coraggiose e investimenti importanti, fondati su una visione lungimirante e che mette in primo piano i cittadini e i giovani», ha detto Brugnaro nel sintetizzare i risultati raggiunti.
Uno sviluppo complessivo della città che è stato approfondito nelle relazioni dei consiglieri e degli assessori, con un’analisi puntuale dei dati economico-finanziari illustrata dall’assessore al Bilancio Michele Zuin.
Accanto ai numeri, Venezia ha riaffermato anche la propria anima storica e culturale. A sottolinearlo è stato il consigliere Giovanni Giusto, delegato alla tutela delle tradizioni, che ha richiamato il valore identitario del patrimonio immateriale cittadino. «Venezia è tradizione, e senza di essa sarebbe altro. Mantenere la tradizione non è nostalgia ma è essenziale mantenerla viva come mantenere vivo lo spirito veneziano. Un obiettivo fisso da dieci anni a questa parte», ha evidenziato Giusto, ricordando il lavoro svolto per tutelare e rilanciare le antiche tradizioni cittadine.
Tra gli interventi citati sono rientrati gli investimenti sulle imbarcazioni tradizionali, dalla Bissona Rezzonico, riportata agli antichi splendori, al raddoppio del montepremi della Regata Storica e dell’intera stagione remiera. Un impegno che ha restituito centralità a simboli identitari come il Galeone delle Repubbliche Marinare e la Polena, in fase di restauro e pronta a tornare protagonista. I numeri hanno confermato la vitalità del remo: 42 bandi per le regate comunali, 1.294 iscrizioni e 257 giovani atleti delle categorie Schie e Maciarele, affiancati dall’introduzione della categoria femminile, segno di una tradizione capace di rinnovarsi.
Altro simbolo identitario per eccellenza, la gondola, è stata al centro dell’intervento del consigliere Aldo Reato, delegato alla valorizzazione della gondola nel sistema di mobilità della Città Antica. «Voglio sottolineare la proficua collaborazione con l’Associazione Gondolieri di Venezia, che ci ha permesso, in questi anni, di portare avanti numerosi progetti», ha affermato Reato, ricordando la Scuola di Gondola per bambini dai 3 ai 6 anni e il ruolo dei gondolieri anche sul fronte della sicurezza e della tutela ambientale, con la raccolta dei rifiuti sommersi nei canali.
“Tra i servizi potenziati è stata segnalata l’entrata in funzione di una nuova barchetta da parada allo stazio di San Tomà, che ha portato a cinque i traghetti cittadini, rafforzando i collegamenti per residenti e pendolari. -ha sottolineato Reato-La gondola ha svolto inoltre un ruolo di ambasciatrice di Venezia, con iniziative a Lussino e a Roma, dove due gondole da lavoro hanno solcato le acque del Tevere”.
Guendalina Ferro
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