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Ipab Umberto I

All'asta le "casette" dell'Umberto I per rilanciare Borgo Pieve

L'asilo mette in vendita due fabbricati non più strategici per rafforzare il bilancio e recuperare un'area degradata. Base d'asta: 600mila euro

Immobili dell'Ipab Umberto I

Immobili dell'Ipab Umberto I in vendita

Un passaggio atteso da anni potrebbe segnare una svolta per il futuro dell’Ipab Umberto I e per un’area del centro storico da tempo in stato di abbandono. L’ente ha infatti pubblicato un avviso esplorativo per la manifestazione di interesse all’acquisto, tramite asta pubblica, dei due edifici di sua proprietà che si affacciano su Borgo Pieve, inutilizzati da decenni e non più ritenuti strategici per l’attività dell’asilo. L’operazione rientra in un percorso avviato già alcuni anni fa dal consiglio di amministrazione guidato da Domenico Battiloro, con l’obiettivo di rafforzare il bilancio dell’Ipab.

Un percorso che ha già portato risultati concreti grazie a una riorganizzazione delle spese e al raggiungimento del pareggio di bilancio, dopo un lungo periodo di difficoltà finanziarie. La dismissione dei due immobili consentirebbe ora di reperire nuove risorse, utili sia per le attività dell’asilo sia per la chiusura di alcuni contenziosi ereditati dalle passate gestioni. «La manifestazione di interesse – spiega Battiloro – è uno strumento che permette ai potenziali acquirenti di prendere visione delle condizioni dei due fabbricati prima dell’asta vera e propria, che presumibilmente si terrà tra marzo e aprile». Trattandosi di un’Ipab, la procedura è subordinata all’autorizzazione della Regione Veneto, che viene data ormai per imminente. I due edifici, situati ai civici 74 e 78 di Borgo Pieve, sono stati realizzati tra il 1956 e il 1958.

Il primo immobile, di 390 metri quadrati, si sviluppa su due piani e comprende 17 vani, oltre a un’area scoperta di proprietà di 305 metri quadrati ad uso giardino. Il secondo fabbricato è più ampio, con una superficie di 504 metri quadrati: dispone di locali a magazzino al piano interrato e di sei vani per ciascuno dei due piani superiori, oltre a servizi e spazi di collegamento. Per entrambi gli immobili è disponibile una perizia asseverata, che stima il valore complessivo in circa 600 mila euro, cifra sulla quale verrà impostata la base d’asta. L’intenzione è quella di procedere con una vendita in un unico lotto, anche se ulteriori dettagli verranno definiti in fase di gara. Le manifestazioni di interesse dovranno essere presentate entro il 25 gennaio. Oltre all’aspetto finanziario, l’operazione punta anche al recupero di una porzione di quartiere oggi in condizioni di degrado, più volte al centro di segnalazioni da parte dei residenti. «Dismettendo beni non più strategici – sottolinea Battiloro – si interviene anche a favore della comunità». Sul futuro utilizzo degli edifici, il presidente auspica il mantenimento di una destinazione di interesse pubblico, come alloggi per studenti del Conservatorio o per anziani. Intanto l’Ipab guarda avanti: la domanda da parte delle famiglie è in crescita e nei prossimi mesi è prevista l’apertura di una nuova sezione del nido.

Leonardo Sernagiotto

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