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Ex base militare di Conetta: nuova protesta per chiedere condizioni più dignitose

ex base conetta
ex base conetta La struttura potrebbe ospitarne solo dieci, eppure all’ex base missilistica di Conetta ci sono oltre cinquecento richiedenti asilo e le tensioni non fanno che aumentare. A dicembre avevano già manifestato contro le condizioni in cui erano costretti a vivere: ammassati, l’uno sull’altro, in condizioni igieniche al limite del tollerabile. A fine gennaio una nuova protesta, quando oltre un centinaio di richiedenti asilo è sceso in strada in un corteo. Dormire in ambienti riscaldati, poter andare in bagno senza fare la fila, utilizzare l’acqua calda sanitaria, avere un pasto decente, ricevere assistenza medica o disporre di un cambio di maglietta. Nel timore che la situazione degenerasse, sono stati però fermati dalle forze dell’ordine, allertate dai residenti e dalla stessa cooperativa Ecofficina Educational, che ne gestisce l’ospitalità, a pochi metri dalla base. Una volta rientrati, il dirigente del commissariato di Chioggia, Antonio Demurtas, ha ascoltato le richieste dei profughi che, tra gesti e qualche parola in italiano, inglese e francese sono riusciti a far capire i motivi della loro protesta. C’era qualcuno che, con un dito, indicava la pancia e subito dopo diceva “No medicine”, chi lamentava un pasto poco dignitoso, molti altri con le braccia e le gambe piene di punture di zanzare accusavano la struttura di condizioni igieniche pessime. Molti di loro non desiderano nemmeno trovarsi all’interno di quella struttura, e sognano di andare via. Per fare posti a tutti e cinquecento oltre alle palazzine in muratura si è resa necessaria l’installazione di un capannone bianco, destinato ai 150 profughi provenienti da Eraclea. Intanto, all’esasprrazione dei profughi si aggiunge quella dei residenti. Su Facebook è nato il gruppo di protesta “Basta profughi a Cona” e anche il sindacato di Polizia chiede maggiore sicurezza. Giorgia Gay
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