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06.03.2026 - 11:31
da sinistra De Mozzi, Ramazzotto e Andreucci
C’era un passato (recente) dell’Union Clodiense nell’incontro organizzato dall’Aiac di Rovigo, l’associazione allenatori calcio che ha visto la presenza di Antonio Andreucci, l’allenatore della promozione in serie C dell’Union Clodiense nella stagione 2023/24, dopo che con la società granata aveva centrato due secondi posti. Quest’anno Andreucci si è seduto sulla panchina della Pistoiese (serie D), chiamato dal diesse Massimo Taibi: l’esperienza sulla panchina della squadra toscana è terminata a dicembre, dopo otto vittorie in diciassette giornate di campionato, portando anche la squadra alle semifinali di Coppa Italia. L’altro volto legato alla Clodiense è quello del vicentino di Marostica, Massimiliano De Mozzi (ora alla Calvi Noale) che a Chioggia c’è stato dal 2016 al 2018. I due allenatori, assieme a Roberto Ramazzotto, già docente di scienze motorie all’università di Padova, hanno trattato l’argomento della “Fase di possesso, costruzione del gioco, lavoro per schemi e lavoro per principi”, una serata partecipata alla quale hanno assistito, tra gli altri, anche Michele Florindo, mister del Vigasio, Sandro Tessarin (ex Rovigo) e Pino Augusti (ex Porto Viro). Serata iniziata con le slide di Roberto Ramazzotto, già docente di scienze motorie all’università di Padova, che hanno evidenziato come “la postura non è una posizione statica, ma un processo dinamico di adattamento continuo. Un assetto posturale corretto permette un trasferimento di forza ottimale. Se la colonna vertebrale e il bacino non sono allineati, l’energia prodotta dalla spinta delle gambe si disperde”. Uno dei pilastri dell’insegnamento di Ramazzotto riguarda la prevenzione: nel calcio, la maggior parte degli infortuni non traumatici (pubalgie, contratture, problemi ai legamenti) deriva da squilibri posturali cronici. Con Andreucci e De Mozzi, si è parlato poi di fase di possesso e costruzione del gioco che nel calcio moderno, non è più un semplice passaggio di palla, ma una complessa gestione dello spazio e del tempo. Per Andreucci, “la costruzione è lo strumento per guadagnare campo in modo pulito, e in maniera pragmatica, una costruzione efficace riduce il rischio di transizioni negative e permette alla squadra di restare corta.” Il tecnico ex Clodiense ha poi parlato dei principi della fase di possesso: lo scaglionamento (non trovarsi mai sulla stessa linea orizzontale o verticale), ampiezza e profondità (per dilatare le maglie della difesa avversaria) e uomo terzo, cioè utilizzare un compagno come sponda per servire un terzo uomo che vede il campo frontalmente.
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