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Chioggia. L'appello del movimento CFU (Caregiver Familiari Uniti) per ottenere un riconoscimento giuridico

Sono molte le persone che si occupano dei congiunti non autosufficienti. In piazza anche a Chioggia per chiedere diritti e non vuote promesse

L'appello del movimento CFU (Caregiver Familiari Uniti) per ottenere un riconoscimento giuridico

Alcune associazioni (Comitato Insieme si può APS, Sorridiamo Insieme, UILDM Chioggia,  ANFFAS Chioggia, il Sorriso e la Speranza, Stelle sulla Terra, Prometeo) e varie persone si sono riunite martedì 27 gennaio 2026 in piazzetta Granaio a Chioggia per rispondere all’appello del movimento CFU (Caregiver Familiari Uniti) che ha organizzato un presidio a Roma in Piazza Santi Apostoli e successivamente una conferenza stampa presso la Camera dei Deputati: in piazza non per chiedere pietà, ma dignità.

I caregiver sono coloro che assistono un parente non autosufficiente colmando le lacune dell’assistenza pubblica. Soprattutto quando si occupano di persone con disabilità gravissime e non autosufficienti, nella maggior parte dei casi non riescono a mantenere un proprio lavoro rinunciando alla carriera, ai contributi, alla stabilità economica.

C’è però bisogno di una legge concreta, con servizi adeguati e tutele previdenziali effettive per questi caregiver - quasi il 90% dei caregiver familiari sono donne - che spesso sono costretti a rinunciare al lavoro, alle relazioni con gli altri, al futuro.

“Essere caregiver - afferma il CFU - non è un ruolo ma una vita intera dedicata alla responsabilità e alla cura, fatta di sacrifici invisibili e di giorni in cui ci si sente ai margini. Una società matura deve riconoscere il valore umano e sociale della cura, senza lasciare indietro nessuno”.  (ef)

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