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Lutto nazionale
12.11.2025 - 04:53
Sono passate settimane, ma il ricordo e il senso di ingiustizia restano vividi. La tragedia avvenuta a Castel D’Azzano continua a pesare come un macigno, lasciando senza parole un’intera nazione. Una violenza cieca e crudele, quella che ha stroncato le vite del luogotenente Marco Piffari, del brigadiere Valerio Daprà e del carabiniere scelto Davide Bernardello. L’esplosione fatale di quel tragico martedì si è portata via tre uomini che hanno scelto di adempiere con coraggio e onore la loro missione fino all’estremo sacrificio. Una ferita collettiva, che ha lasciato l’Italia paralizzata in un silenzio impotente e pieno di dolore.
Lo stesso silenzio che regnava durante i funerali di Stato nella chiesa di Santa Giustina il 18 ottobre, quando l’intera città è rimasta con il fiato sospeso: strade chiuse, tram fermi e bandiere a mezz’asta. Oltre cinquemila i presenti, che dentro la basilica e davanti ai maxischermi in Prato della Valle hanno seguito la cerimonia stringendosi in un unico, grande abbraccio collettivo che ha unito autorità, ministri, familiari e cittadini.
Applausi, silenzi e lacrime hanno raccontato il dolore e la gratitudine di un intero Paese. Alla cerimonia hanno preso parte le più alte cariche dello Stato — il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la premier Giorgia Meloni, il presidente del Senato Ignazio La Russa e il presidente della Camera Lorenzo Fontana — insieme a numerosi rappresentanti delle istituzioni locali, delle Forze Armate e della cittadinanza.
Unanime il cordoglio delle autorità politiche, che per tutta la giornata hanno espresso il loro cordoglio con decine di messaggi di dolore e vicinanza. Tra questi il primo cittadino Marco Schiesaro, che con queste parole ha reso omaggio ai tre militari caduti a nome dell’amministrazione comunale e di tutta la comunità di Cadoneghe:
“Provo una grande tristezza per la morte dei tre carabinieri uccisi a Verona, un fatto di una violenza inaccettabile che mi lascia senza parole. Fatico a farmene una ragione e rimango profondamente colpito dal gesto insensato che ha provocato una simile tragedia. Oggi pomeriggio sono stato a Padova per portare, anche a nome di Cadoneghe, vicinanza e gratitudine a chi ha perso la vita servendo il Paese.”
Parole forti anche dalla vicesindaca Sara Ranzato, che ha voluto esprimere la vicinanza dell’amministrazione comunale alle famiglie e all’Arma:
“Condoglianze alle famiglie dei tre carabinieri strappati alla vita da follia e disperazione. Un pensiero di cordoglio a tutto il corpo dei Carabinieri, che vive la perdita dei suoi uomini, servitori impavidi dello Stato. Non sfugga mai il loro valore e il loro sacrificio: vorrebbe dire farli morire due volte. Che la terra vi sia lieve, anime in divisa.”
Giulia Turato
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