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Cronaca
09.11.2025 - 12:37
Foto di repertorio
Una vettura che si muove a scatti nella sera padovana, le “consegne a domicilio” che si susseguono, gli agenti che osservano e stringono il cerchio. È così che, secondo quanto riferito dalla Questura di Padova, una presunta rete di spaccio su quattro ruote si è svelata pezzo dopo pezzo, tra Massanzago e la provincia di Venezia, fino al sequestro di 350 grammi di cocaina e di migliaia di euro in contanti.
Il trentenne risulta avere precedenti specifici: nel 2021 era stato in carcere a Varese per detenzione ai fini di spaccio di 500 grammi di hashish e dosi di cocaina. Un dato che, se da un lato offre un quadro di recidiva per gli inquirenti, dall’altro richiede una valutazione giudiziaria puntuale dei fatti odierni, alla luce delle prove raccolte e delle garanzie difensive.
Dalle carte emerge un modello di spaccio “agile”: consegne rapide, gestione del denaro in tempo reale, piccole dosi in tasca e scorte maggiori al domicilio. Un bilancino e materiale per il confezionamento completano il quadro tipico del microtraffico organizzato. È una dinamica che sfida i controlli tradizionali, ma che in questo caso – come riferisce la Questura di Padova – è stata intercettata grazie al monitoraggio su strada e all’immediata estensione delle perquisizioni.
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