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Autovelox in tangenziale, il giudice di pace di Treviso annulla due multe e condanna il Comune

Accolti due ricorsi presentati da associati Altvelox: il dispositivo in tangenziale sarebbe privo di reale omologazione

Il testo della sentenza

Il testo della sentenza

Nuovo capitolo nella vicenda degli autovelox installati lungo la tangenziale trevigiana. Il giudice di pace di Treviso, dott.ssa Giulia Procaccini, ha accolto due ricorsi distinti (n. 3477/2025 e n. 4227/2025, entrambi del 27 novembre 2025) presentati da associati dell’Associazione nazionale tutela utenti della strada Altvelox, annullando i verbali contestati e condannando il Comune al pagamento delle spese di giudizio.

Al centro delle decisioni c’è la questione della regolarità dell’apparecchio utilizzato. Secondo quanto evidenziato in entrambi i procedimenti, il dispositivo collocato lungo la tangenziale risulterebbe privo di un decreto di omologazione formale, requisito essenziale previsto dal Codice della strada e già richiamato dalla Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 10505 del 2024. Altvelox sottolinea come il cosiddetto “censimento” ministeriale, nel quale il rilevatore compare, abbia una funzione puramente descrittiva: indica dove si trovano i dispositivi, ma non certifica la loro regolarità.

Le due pronunce mettono così in evidenza un aspetto che l’Associazione definisce “molto chiaro”: confondere un semplice elenco di collocazioni con un atto di omologazione significherebbe fornire ai cittadini un’informazione fuorviante e creare un’apparente giustificazione per continuare a utilizzare strumenti la cui legittimità è contestata.

Altvelox rileva inoltre che la condanna del Comune al pagamento delle spese in entrambi i ricorsi rappresenterebbe un ulteriore effetto negativo di una gestione che, a loro dire, non avrebbe tenuto conto né delle norme né delle pronunce della Cassazione, comprese quelle in sede penale. Secondo l’Associazione, la scelta di mantenere attivi apparecchi contestati costringe i cittadini a rivolgersi ai giudici per vedere riconosciuti i propri diritti, trasferendo poi i costi di tali contenziosi sull’intera collettività attraverso il bilancio comunale.

Alla luce delle due decisioni, Altvelox annuncia la presentazione di una nuova denuncia-querela in merito all’uso continuato dei rilevatori installati sulla tangenziale di Treviso, chiedendo alla Procura competente il sequestro preventivo degli apparecchi.

Nonostante le ordinanze della Cassazione e le decisioni del giudice di pace, l’Associazione afferma che il Sindaco Mario Conte non risulterebbe aver disposto lo spegnimento degli autovelox al centro della contestazione. Una situazione che, se confermata, renderebbe ancora più urgente – secondo Altvelox – un intervento dell’autorità giudiziaria per tutelare sia gli utenti coinvolti sia l’interesse pubblico alla corretta applicazione delle norme.

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