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Tragedia a Capodanno
03.01.2026 - 12:01
Foto di repertorio
Una serena attesa dei fuochi nella notte di Capodanno si è trasformata in tragedia per Luciana Tessarolo, 72 anni, investita in via Marangoni poco dopo la mezzanotte e deceduta in ospedale per le gravissime lesioni riportate. La donna, pensionata e vedova, abitava da sola al civico 13, nei pressi del passaggio a livello, a poche decine di metri dallo stabilimento Raasm.
L’incidente è avvenuto all’altezza del civico 10, dove la donna era uscita per ammirare i fuochi d’artificio che illuminavano il cielo all’arrivo del 2026. Secondo le prime ricostruzioni, un’auto che procedeva lungo la via l’ha colpita per cause ancora in accertamento, sbalzandola contro un muretto. Il conducente, un ventisettenne residente in zona e alla guida di una Volkswagen Scirocco, è risultato illeso.
L’allarme al 118 è scattato immediatamente. Il personale del Suem ha raggiunto via Marangoni in pochi minuti, ha tentato a lungo di rianimare la donna e l’ha poi trasportata al pronto soccorso del San Bassiano in codice rosso. Nonostante gli sforzi dei sanitari, la settantaduenne è deceduta poco dopo il suo arrivo.
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri per i rilievi. Il giovane è stato sottoposto ad accertamento alcolemico: il test ha evidenziato un tasso di 1,32 grammi per litro, e per lui è scattata l’iscrizione nel registro degli indagati con l’ipotesi di omicidio stradale. Secondo le prime verifiche, il tratto di strada era buio: un lampione, abbattuto mesi fa da un mezzo pesante, non era stato ancora ripristinato, e la vittima indossava abiti scuri.
A dare l’allarme sono stati i coniugi Lorenzato, vicini di casa, usciti in giardino per assistere ai fuochi. «Abbiamo sentito un forte colpo provenire dalla strada e siamo accorsi», hanno raccontato. «Luciana era stesa sull’asfalto e priva di conoscenza. Abbiamo avvertito il 118. L’investitore era disperato: ci ha fatto pena. Questo tratto è buio e lei era vestita di nero». La coppia ha poi deposto un vasetto di fiori e una candela sul luogo dell’impatto.
Profondo il dolore dei familiari e dei vicini. Luciana Tessarolo era originaria di Rosà e aveva lavorato in un calzaturificio del paese. Dopo il matrimonio si era trasferita a San Zeno, dove il marito Gino Toso, scomparso tre anni fa, aveva avviato una piccola attività come calzolaio. I figli, Simone che vive in Belgio e Stefania residente a Roma, stanno rientrando in Veneto per definire le esequie.
Tra i ricordi raccolti, anche quello del fratello Antonio, residente a Rosà: «Mi è stato riferito che il conducente era in stato di choc e disperazione e che diceva di non aver visto mia sorella. Non risulterebbero segni di frenata: probabilmente l’ha scorta solo all’ultimo e ha sterzato di colpo, finendo contro il muretto. Lei era una persona buona, generosa, molto legata alla famiglia e collaborava con la parrocchia».
Il figlio Simone, invece, ha affidato ai social un ultimo commosso saluto alla madre: "Non riesco a capacitarmi di questa cosa. Non sono stato il migliore dei figli, lo so, avrei dovuto essere più presente, chiamarti più spesso dal Belgio, anche solo per dirti ciao, come stai? Lo so, ora è tardi ed ho un grande rimpianto, ma eravamo uguali io e te, incapaci di manifestare i propri sentimenti, di abbracciarsi, di dirsi ti voglio bene. A volte perdevo le staffe perché non si riusciva a ragionare con te, ma ammetto che anche per te era difficile ragionare con me, ho la testa dura. Qualche volta sono riuscito a dirti ti voglio bene e abbracciarti e darti un bacio, quelle poche volte che siamo venuti in Italia e quanto mi dispiace di non essere potuto venire per le feste di Natale e ti pensavo lì da sola, ma mai mi sarei aspettato una cosa del genere. Durante la nostra vita assieme non ricordo ci siano state grandi manifestazioni di affetto fra me e te, ma ho sempre conservato nel cuore il ricordo del tuo abbraccio quando da ragazzino sono caduto dal letto mentre dormivo e ho sbattuto la fronte sul comodino svegliandoti nel cuore della notte. Continuerò a conservare questo ricordo come un tesoro. Spero che tu possa sentire comunque che ti ho voluto e ti voglio bene, mi mancherai mamma."
Le indagini proseguono per chiarire tutti gli aspetti dell’investimento e accertare la dinamica del tragico impatto.
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